Cina: record di partecipanti alla Fiera delle Supply Chain

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Cina: record di partecipanti alla Fiera delle Supply Chain

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Alla fine della passata settimana, è giunta a conclusione la quarta edizione della China International Supply Chain Expo, i cui numeri raccontano di un forte interesse internazionale in costante aumento. Infatti, sono oltre 676 imprese e istituzioni provenienti da 85 paesi hanno preso parte all'evento, con le aziende straniere che hanno rappresentato il 36,5% del totale, una quota superiore rispetto all'edizione precedente e che conferma il crescente interesse già accennato in precendeza, come riferisce il quotidiano Global Times.

In prima fila, troviamo quasi inaspettatamente, le grandi corporation statunitensi, europee e giapponesi, ma quest'anno viene segnalato l'entusiasmo delle realtà provenienti dal Sudest asiatico, dall'Asia centrale, dall'Africa e dall'America Latina. Sono arrivate a Pechino 223 delegazioni straniere appositamente per condurre trattative commerciali, il 29,7 per cento in più rispetto al 2023.

I numeri segnano un record anche sul fronte espositivo. Più di 1.200 espositori hanno portato con sé i propri partner di filiera, portando il numero complessivo di aziende presenti a un livello mai raggiunto prima. Già nella mattina di venerdì, 115 soggetti avevano firmato lettere d'intento per partecipare alla prossima edizione, con venti di loro che si sono impegnati per un ciclo di tre o cinque anni.

Oltre i freddi numeri, l'expo ha prodotto contatti concreti. Secondo stime parziali, gli espositori hanno allacciato relazioni con 43.000 aziende lungo le catene produttive, superando il dato dell'anno scorso. Le parole più sentite nei corridoi della fiera, ha riferito Lin Shunjie, presidente del China International Exhibition Center Group, sono state fiducia, cooperazione e amicizia. Al contrario di quanto viene ripetuto nei bollettini di propaganda occidentali che spingono per un allontanamento da Pechino.

A dare voce all'esperienza diretta ci hanno pensato alcuni protagonisti. Jim Sutter, CEO del Consiglio per l'export della soia USA, ha spiegato senza giri di parole il motivo della presenza: mantenere e costruire relazioni tra i produttori nordamericani, la filiera di esportazione e gli acquirenti cinesi, con un occhio alle nuove tecnologie ma senza perdere di vista i legami umani che tengono insieme il commercio. Fabrizio Galluzzi, amministratore delegato di TB Engineering, società italiana di consulenza e trading alla sua prima partecipazione, ha sottolineato il valore dell'expo per le piccole e medie imprese: avvicinarsi ai grandi gruppi significa aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse.

Dal Portogallo sono arrivati quest'anno dieci soggetti, il doppio rispetto al 2023. Bernardo Mendia, segretario generale della Camera di Commercio Portogallo-Cina, ha affermato che l'obiettivo è costruire contatti diretti tra imprese portoghesi e controparti cinesi, per investimenti, approvvigionamenti o altre forme di collaborazione. Anche l'Etiopia era presente, con il ministro dell'ambasciata a Pechino Nebiyu Mohamed Bogale alla sua terza partecipazione, venuto per mostrare i prodotti del suo paese e capire da vicino cosa cercano i consumatori cinesi.

Il Messico guarda già al 2025. Lu Hai, direttore degli affari pubblici della Camera di Commercio messicana in Cina, ha confermato che l'edizione del prossimo anno è già nei piani, perché l'expo offre alle imprese associate opportunità di collaborazione difficili da trovare altrove.

Dietro la crescita dell'evento c'è qualcosa di evidente: Lin ha ricordato che la Cina non offre più solo manodopera a basso costo e un mercato di sbocco enorme, ma genera un nuovo tipo di valore legato all'innovazione tecnologica e all'aggiornamento industriale. In un momento in cui le catene globali del valore sono sotto pressione e i rischi di frammentazione aumentano, molte imprese straniere sembrano cercare in Cina una sponda di stabilità. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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