Dalle cene di Manhattan alle bombe su Gaza: il filo nero che lega Epstein, Thiel e i Rothschild
Dagli Epstein Files emergono i legami tra Peter Thiel, la famiglia Rothschild e l'apparato militare israeliano. Un'impresa criminale globale che dalla finanza è arrivata a fornire gli algoritmi per il massacro di Gaza
di Fabrizio Verde
Nel febbraio del 2016, un periodo in cui i riflettori del mondo iniziavano a illuminare le zone d’ombra di Jeffrey Epstein, quando il finanziere scriveva una email a Peter Thiel. Non chiedeva consigli sulla Silicon Valley, né offriva affari leciti. Voleva sapere se il suo essere finito sulle prime pagine di tutti i giornali per lo scandalo sessuale con una minorenne e il principe Andrea potesse spaventare l’uomo più potente della tecnologia statunitense. "La mia cattiva reputazione ti fa riflettere?", chiese Epstein.
La risposta di Thiel, oggi uno dei più spietati oligarchi tecnologici alleati di Donald Trump, fu una pietra tombale gettata sopra ogni parvenza di morale. "Se mi facessi intimidire dalla cattiva stampa, non sarei arrivato da nessuna parte nella vita", scrisse. Per poi aggiungere: "Spero che tu stia resistendo e che questo ciclo non vada oltre" .
Non è andato oltre. Quello che è emerso dai milioni di pagine dei cosiddetti "Epstein Files" rilasciati dal Dipartimento di Giustizia è la fotografia nitida di un capitalismo criminale che non conosce confini, imbarazzo o ritegno. È la storia di come un mostro sia diventato il collante tra un miliardario della tecnologia e l’apparato di sicurezza di uno Stato straniero, un intreccio che oggi si traduce in bombe sganciate su bambini, grazie all’intelligenza artificiale fornita da Palantir, l’azienda di Thiel.
Algoritmo della morte
I documenti rivelano un lavoro di tessitura paziente da parte di Epstein. Il suo obiettivo non era solo collezionare amici influenti, ma creare sinergie letali. La più inquietante è quella tra Peter Thiel ed Ehud Barak, ex primo ministro israeliano.
Le email raccontano di cene nell’appartamento di Epstein a Manhattan, dove si parlava di "squadriglie di assassini". Epstein agiva da procacciatore: "Penso che entrambi apprezzerete gli interessi dell’altro", scrisse per organizzare il primo incontro nel 2014. Tre anni dopo, fu ancora lui a fare da intermediario, spingendo Thiel a incontrare Barak, che definiva "la persona più intelligente del paese".
Quel rapporto, nato sotto l’egida di un pedofilo, ha dato i suoi frutti. Oggi Palantir ha una partnership strategica con il Ministero della Difesa israeliano. I suoi strumenti di intelligenza artificiale sono stati usati nel massacro di Gaza e ora, insieme all’amministrazione Trump, vengono utilizzati per colpire l’Iran. Thiel ha liquidato le preoccupazioni etiche con una frase che sa di assoluzione preventiva: "La mia tendenza è di fidarmi di Israele". La macchina da guerra statunitense-israeliana (coalizione Epstein) gira grazie ai software di un’azienda il cui seme, come dimostrano le email, fu piantato da Jeffrey Epstein.
Soldi e sangue
Ma il rapporto tra Epstein e Thiel non era solo geopolitico. Era un patto di sangue finanziario. Nonostante Thiel tenti oggi di minimizzare il rapporto definendolo un "difetto morale" incontrato "un paio di volte", le carte raccontano una storia diversa.
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Thiel ha fatto guadagnare milioni a Epstein. Nel 2014, lo spinse a investire "10-20 milioni" nel suo fondo Valar Ventures. Epstein ne mise 40. Oggi, quelle quote valgono quasi 170 milioni di dollari, il bene più grande rimasto nel suo patrimonio. Quando Epstein voleva comprare azioni di Palantir in un momento di crisi interna, Thiel lo guidò con informazioni privilegiate, suggerendogli di aspettare per ottenere "un prezzo ancora migliore" .
Thiel si definisce un libertario, un anticonformista che parla dell’Anticristo nei suoi discorsi, ma la realtà è più banale e orribile: era un socio in affari di un mostro pedofilo. Quando Epstein scriveva "rappresento i Rothschild" a Thiel in una email, non stava bluffando per apparire potente. Stava certificando la sua credibilità in quel circolo vizioso di denaro e potere.
I Rothschild e il silenzio mediatico
E qui arriviamo al nodo che la stampa mainstream ha volutamente ignorato, trattandolo come una notizia da quattro righe. I documenti confermano che la famiglia Rothschild, il nome che compare quasi 12.000 volte nei file, non era una vittima collaterale o una conoscenza casuale. Era il nucleo finanziario della rete.
Les Wexner, il miliardario fondatore di Victoria’s Secret che diede carta bianca a Epstein per le sue finanze, ha testimoniato sotto giuramento al Congresso il 18 febbraio 2026. Disse chiaramente di aver affidato tutto a Epstein perché lui lavorava "per la famiglia Rothschild in Francia". Poi aggiunse: "In particolare, ho parlato con Élie de Rothschild. Lui rappresentava tutta la famiglia" . L’avvocato di Wexner, attraverso un microfono aperto, fu sentito sibilare: "Ti uccido, cazzo, se rispondi a un’altra domanda con più di cinque parole". La disperazione ha sintomi riconoscibili.
I documenti rivelano che nell’ottobre 2015, la Southern Trust Company di Epstein firmò un contratto da 25 milioni di dollari con Edmond de Rothschild Holding S.A. per "analisi dei rischi" e "applicazione di determinati algoritmi". Venticinque milioni a un pregiudicato per reati sessuali su minori. Ariane de Rothschild, oggi CEO del gruppo, ha scambiato con lui migliaia di email. Si sono incontrati di persona più di una dozzina di volte dopo la sua condanna.
E quando nel 2014 l’Ucraina andava a fuoco con il golpe di Euromaidan, Epstein scriveva ad Ariane: "Il colpo di Stato in Ucraina dovrebbe fornire molte opportunità". Un manager finanziario condannato per sfruttamento sessuale minorile che discute di geopolitica con l’ereditiera di un impero bancario da 236 miliardi. Questa avrebbe dovuto essere una notizia in prima pagina. È diventato silenzio editoriale.
Il silenzio, in questo caso, non è una coincidenza. Le Nazioni Unite hanno appena classificato l’organizzazione Epstein come una "impresa criminale globale", i cui atti potrebbero configurarsi come crimini contro l’umanità . Cindy McCain, con un candore raro, ha detto: "Lo sapevamo tutti". Lo sapevano.
I Rothschild, i Rockefeller, i Warburg. Dinastie che sopravvivono agli imperi perché operano su un livello di potere che precede la politica. Creano banche centrali, finanziano entrambi i lati dei conflitti, installano e rovesciano i governi. E la stampa, che dipende da queste fortune per esistere, ha imparato a trattare qualsiasi menzione di questi nomi come patologia intellettuale.
I file consegnati dal Dipartimento di Giustizia sono la prova documentale che esiste uno strato di potere che opera al di sopra dei governi e della legge. Uno strato che ha protetto Epstein per anni, che ha permesso a Thiel di costruire la sua fortuna finanziando guerre, e che oggi, mentre Palantir fornisce l’intelligenza artificiale per le bombe su Gaza e l’Iran, si guarda bene dal commentare.
La verità è meno romanzesca, e per questo più agghiacciante. Il massacro a Gaza e l'escalation in Iran non sono il "frutto" diretto di quelle cene a Manhattan. Sono il prodotto di scelte politiche precise, di apparati militari e di dottrine strategiche. Ma i documenti dimostrano senza ombra di dubbio che il filo che lega l'algoritmo di Palantir alle bombe israeliane, e le bombe israeliane agli interessi geopolitici occidentali, passa attraverso quel mondo.
Passa attraverso il miliardario che stringeva accordi commerciali con un pedofilo. Passa attraverso il fatto che il principale fornitore di tecnologia militare israeliana ha costruito il suo primo contatto con l'establishment della sicurezza di Tel Aviv grazie a un condannato per traffico di minori. Passa attraverso un'ex banca d'affari europea che pagava 25 milioni di dollari a quell'uomo per "analisi dei rischi", mentre lui offriva al suo assistito israeliano di usare le sue "connessioni" per coinvolgere Thiel in seminari sull'intelligenza artificiale applicata alla guerra.
L'intero ecosistema di potere occidentale che ha reso possibile quell'impresa criminale globale - il denaro senza nome, la tecnologia senza scrupoli, le relazioni diplomatiche che si intrecciano con le pedofilia, la finanza che paga per sedersi allo stesso tavolo di un mostro - è lo stesso che oggi vende gli strumenti per uccidere. E lo fa nella più assoluta impunità, protetto da un silenzio mediatico che non è più omissione, ma complicità strutturale.
Insomma, il capitale che detiene i mezzi di informazione mainstream, plasma la narrazione secondo i propri (sporchi) interessi.
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https://www.finews.com/news/english-news/71347-edr-de-rothschild-epstein-vr-2
https://oversight.house.gov/release/oversight-committee-releases-les-wexner-deposition-video/

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