Daspo urbano e zone rosse: quando la povertà diventa un nemico pubblico da espellere

1004
Daspo urbano e zone rosse: quando la povertà diventa un nemico pubblico da espellere

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Federico Giusti
 
Ci sono Enti locali governati dal centro sinistra che ritroviamo nel fronte dell'esultanza davanti alla approvazione del Pacchetto sicurezza, accomunati con Comuni del centro destra nel considerare positiva la erogazione di maggiori risorse per combattere degrado e criminalità.
Quale spunto di riflessione lo abbiamo tratto dalla nota di sintesi dell’Anci dedicata al Decreto Sicurezza 2026, nota tecnica per amministratori e amministrativi degli Enti locali ma pur sempre una sorta di summa normativa di quel dispositivo di legge in fondo accolto con fin troppa simpatia bipartisan.
 
Nei giorni scorsi parlavamo delle promesse, poi in parte rimangiate, di accordare maggiori risorse alla Polizia Municipale. Ma su un punto il Governo ha le idee chiare: la videosorveglianza merita maggiori risorse per il sistematico controllo del territorio, più telecamere ad ogni angolo del Comune, una videosorveglianza  diffusa, l'occhio del grande fratello a sorvegliare sulla nostra sicurezza.
 
Peccato che alcuni reati non siano invece puniti, quelli della miseria, della povertà, dell'abusivismo edilizio e della esclusione sociale, le telecamere se finalizzate ad altri scopi, potrebbero offrire squarci di una esistenza precaria e ben poco dignitosa, uno spaccato della realtà occultata dietro alle norme di sicurezza.
 
La videosorveglianza sarebbe già finanziata con i proventi del codice della strada (alias le multe) ma intanto arrivano 19 milioni di euro in più per l’installazione e l’ammodernamento di impianti di controllo elettronico del territorio. Da 9 anni esiste un Fondo nazionale appositamente creato che, anno dopo anno, è stato ripetutamente incrementato tanto da farci perdere di vista la cifra complessiva degli stanziamenti  erogati e ,in parte, sottratti ad altri capitoli di bilancio come la manutenzione del verde o gli investimenti di natura sociale.
 
 
La risposta del Governo è sempre la stessa: ce lo chiedono gli Enti locali e questa volta è difficile non dar ragione alla Meloni e a Piantedosi: migliaia di ore dedicate al securitarismo hanno prodotto il loro effetto, quello di spingere gli amministratori locali a presentare centinaia di progetti e di richieste per la videosorveglianza facendo leva sui residenti e sulla percezione diffusa di insicurezza.
 
E intanto la campagna securitaria ha prodotto un ulteriore risultato ossia il raddoppio del Fondo per le iniziative di sicurezza urbana che passa da 25 a 54 milioni di euro salvo poi inciampare sulle promesse accordate per gli agenti di Polizia municipale in deroga ai tetti di spese a e in parte rimangiati in corso d'opera dopo un risolutivo intervento del Mef.
 
In estrema sintesi si va dall’assunzione di agenti di Polizia locale a tempo determinato  fino al potenziamento delle telecamere  e alla campagna contro l'abusivismo commerciale che poi riguarda migranti e la vendita di accendini, stiamo parlando di uno dei più gravi reati commessi in territorio urbano (l'ironia diventa doverosa per alleggerire i toni).
 
La campagna securitaria va avanti impietosamente e perfino interventi in campo educativo e sociale diventano pratiche per la sicurezza, i progetti contro la dispersione scolastica rientrano tra le pratiche di ordine pubblico quando sarebbe, piuttosto, plausibile, un intervento educativo, economico, scuole aperte e attive ben oltre l'orario scolastico per ospitare corsi di recupero, laboratori e attività sportive.
 
E viene spontaneo chiedersi quali siano gli interventi non repressivi ma finalizzati a promuovere prevenzione e coesione, con tutto l'impegno possibile non riusciamo a comprenderlo.
 
Gli agenti di Polizia Municipale negli ultimi anni sono stati sempre più indirizzati a compiti di sicurezza e di ordine pubblico a mero discapito di tutte le altre funzioni e competenze che i vecchi vigili assicuravano. 
 
Gli Enti locali hanno istituito nuclei speciali, dotato gli agenti di Pm di taser, disseminato cani antidroga davanti all'ingresso delle scuole,  quelle scuole che intanto attendono i lavori di manutenzione degli enti locali per garantire la sicurezza dei giovani
 
Maggiori assunzioni a tempo determinato per la Polizia Municipale ricorrendo anche ai proventi della tassa di soggiorno , una bella trovata s, i fa per dire, questa tassa iniqua viene imposta a chi in una città diversa dalla sua viene in visita accedendo a hotel, musei, ristoranti
 
Il gettito dell’imposta di soggiorno sarà quindi speso per finalità turistiche e di ordine pubblico, per far cassa ormai gli Enti locali sono disposti a tutto, incluse tasse inique non volendo chiedere allo Stato maggiori fondi, quei fondi a lungo promessi ma mai erogati dopo la fine della tassazione sulla prima casa. 
 
Poi non potevano mancare il daspo urbano e  le “zone rosse” ampliando i poteri di allontanamento da alcune aree che sono le stazioni, le scuole, i centri turistici, gli ospedali, tutti luoghi nei quali si rifugiano i senza fissa dimora, gli ultimi. Il daspo urbano ha trasformato la miseria in nemico pubblico, l'adozione delle zone rosse  è una scelta dolorosa e repressiva, stabilisce prima ancora di commettere un reato i soggetti non graditi per i quali la espulsione è già pronta.

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale di Fabrizio Verde Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L' Occidente adora la guerra di Giuseppe Giannini L' Occidente adora la guerra

L' Occidente adora la guerra

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti