E-3 Sentry, una perdita strategica per gli USA: cosa significa per Washington l'attacco ad al-Kharj

La dinamica dell'attacco e la rivendicazione delle Guardie Rivoluzionarie

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E-3 Sentry, una perdita strategica per gli USA: cosa significa per Washington l'attacco ad al-Kharj

Un'operazione missilistica senza precedenti avrebbe colpito il cuore delle capacità di sorveglianza aerea statunitense in Medio Oriente. Nelle prime ore di domenica, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato di aver distrutto un aereo E-3 Sentry AWACS – un moderno e  sofisticato sistema aerotrasportato di allerta precoce e controllo - durante un attacco congiunto con droni e missili balistici contro la base aerea di al-Kharj, in Arabia Saudita. Secondo il comunicato diffuso dalle guardie rivoluzionarie iraniane, l'operazione nell'ambito dell’operazione  "True Promise 4" giunta alla sua 86° ondata, rappresenta una risposta diretta alle "azioni ostili" degli Stati Uniti, e rende omaggio ai giornalisti libanesi caduti sotto le bombe israeliane: Fatima Ftouni, Ali Sheaib e Mohammad Ftouni.

Le immagini che hanno iniziato a circolare sui social media e sui portali specializzati mostrano un velivolo con il numero di serie 81-0005 dalla sezione posteriore carbonizzata e il fusoliere squarciato, circondato da detriti. Sebbene l'autenticità delle fotografie non sia stata confermata in modo indipendente, analisti di The War Zone hanno osservato che, almeno a una prima valutazione superficiale, appaiono credibili. Il danno strutturale visibile, in particolare nella zona della coda dove si trovano i sistemi radar AN/APY-2, suggerirebbe un impatto diretto o l'effetto devastante di schegge provenienti da un'esplosione ravvicinata, sufficiente ad innescare incendi incontrollabili in un velivolo così complesso.

L'E-3 Sentry non è un aereo qualsiasi. Costruito su una cellula modificata del Boeing 707, con una cupola rotante che ospita un radar capace di scandagliare fino a 310.000 chilometri quadrati di spazio aereo, rappresenta uno dei moltiplicatori di forza più preziosi per il Pentagono. Con un equipaggio di diciassette persone, la possibilità di essere rifornito in volo e un'autonomia di circa dieci ore, questo velivolo è in grado di tracciare simultaneamente bersagli aerei e navali, distinguere tra forze amiche e nemiche, e trasmettere dati in tempo reale ai centri di comando a terra, in mare o ai vertici politici. Per questa sua capacità di fornire una "fotografia" costante del teatro operativo, è stato soprannominato "gli occhi nel cielo d'America". Il costo di una singola unità si aggira intorno ai 300 milioni di dollari al momento della costruzione, ma la sostituzione oggi supererebbe i 700 milioni, senza considerare il valore strategico inestimabile delle sue capacità.

La rivendicazione iraniana non si limita al solo AWACS. Secondo quanto riportato dall'IRGC, l'attacco ha coinvolto anche le basi di Victory in Iraq e Arifjan in Kuwait, prendendo di mira infrastrutture legate alle operazioni aeree e ai droni, oltre a depositi di armamenti. Fonti come Military Watch stimano che almeno un E-3 e tre aerorifornitori KC-135 Stratotanker siano andati distrutti o gravemente danneggiati a Principe Sultan, mentre il bilancio delle vittime tra il personale statunitense salirebbe a dieci feriti, alcuni in condizioni critiche. Teheran ha inoltre sottolineato come le immagini di fumo e detriti smentiscano i tentativi di alcuni media e governi alleati di minimizzare la portata dell'operazione.

Resta il fatto che, in assenza di immagini satellitari commerciali ad alta risoluzione pubblicate nelle ultime settimane, la verifica indipendente degli eventi rimane complessa. The War Zone ha notato come la disposizione degli aerei sulle piste di rullaggio isolate, visibile in foto precedenti all'attacco, potesse essere un tentativo di "ridurre i danni" in previsione di attacchi a lungo raggio, rendendo più difficile l'identificazione dei bersagli. Tuttavia, se le rivendicazioni iraniane fossero confermate, si tratterebbe di un evento senza precedenti: la distruzione in combattimento di un AWACS statunitense, una piattaforma il cui valore strategico va ben oltre il prezzo di mercato.

La perdita di un simile velivolo avrebbe ripercussioni operative significative. Non solo per il vuoto immediato nelle capacità di sorveglianza aerea nella regione, già provata da mesi di tensioni, ma anche per il simbolico messaggio inviato: anche i sistemi più avanzati e protetti possono diventare vulnerabili di fronte a una saturazione di droni kamikaze e missili balistici. Mentre Washington e Riad non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali dettagliate sui danni subiti, l'episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza delle basi statunitensi in Medio Oriente ospitate dai paesi vassalli di Washington e sulla crescente capacità iraniana di proiettare forza a lunga distanza.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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