Elena Basile: "L’antisemitismo razzista non è quello dei pro-pal"

5016
Elena Basile: "L’antisemitismo razzista non è quello dei pro-pal"


di Elena Basile*

Se rileggiamo Se questo è un uomo di Primo Levi troviamo pagine pacate e disperate sulla natura umana e su come all’interno del lager il microcosmo sociale si organizza. L’istinto di sopravvivenza è soddisfatto attraverso la sopraffazione dell’altro, la competizione con coloro che sono a noi pari e la soggezione conformista a chi è anche solo di un gradino a noi superiore. Non c’erano le SS a controllare i campi, ma una struttura piramidale divisa in tre gruppi, ciascuno con i loro capetti all’interno, prigionieri comuni, politici ed ebrei. La lettura è straziante perché rimanda senza possibilità di speranza a un Dna che si ripete nella storia, facendo avanzare gradualmente la barbarie sino alla sua esplosione: nazismo, razzismo, colonialismo, guerre.

Osservare la realtà politica, italiana, europea, occidentale, conferma le lucide visioni del grande scrittore umanista ebreo. Nell’indifferenza dell’opinione pubblica la corruzione delle classi dominanti appare ormai senza camuffamenti. Il prevalere della forza contro il diritto è all’ordine del giorno come la retorica razzista, contro l’islam e il terrorismo, contro il nemico russo, contro il diverso, che non è più l’ebreo oppure l’omosessuale, ma colui che non si allinea alle logiche belliciste, filoatlantiche e filoisraeliane, suprematiste bianche.

Il presidente statunitense afferma pubblicamente nel suo recente discorso a Tel Aviv di essere pressato dalla coppia di miliardari (specifica 60 miliardi in banca), Miriam e Sheldon Adelson, ebrei americani, che irrompono nello Studio Ovale e chiedono politiche filoisraeliane. In un momento di massimo potere e influenza della lobby di Israele che riesce a ricattare la politica di Washington al fine di coprire attacchi israeliani, militari e terroristi ai Paesi vicini, e coniugarli con la brutale violenza in Cisgiordania dove vige un regime di apartheid e con il genocidio di Gaza, il discorso politico occidentale si sofferma sull’antisemitismo come se l’opposizione mondiale alle logiche di dominio tedesche sotto Hitler potesse essere considerata un movimento antiariano.

Come tutti dovrebbero sapere, l’antisemitismo è un fenomeno storico assimilabile al razzismo e al suprematismo bianco contro comunità di ebrei, ghettizzate, perseguitate, odiate per i lori riti religiosi e costumi sociali, per i tratti somatici. Nulla a che vedere con l’indignazione delle piazze e i movimenti pro Palestina che difendono gli ebrei odierni, i palestinesi, un popolo senza Stato, martoriato da una potenza coloniale bianca. Eppure la retorica avanza protetta dalla repressione con arresti di massa in Uk, Germania e in Francia, con querele e ostracismi per silenziare i critici, e unisce le destre al potere, con le destre all’opposizione in Europa, con i partiti centristi o del centrosinistra, le cui politiche estere ed economiche non sono differenti. L’uccisione arbitraria di undici pescatori venezuelani da parte degli Stati Uniti di Trump passa sotto silenzio come del resto le vittime dei droni di Obama non destavano alcuna sorpresa e permettevano al presidente di ottenere il Nobel per la Pace sebbene avesse sostenuto l’attacco alla Libia e l’utilizzo della jihad islamica per fomentare la guerra civile in Siria. Nel momento in cui anche una istituzione scandinava, creata per rafforzare cultura, scienza e pace, appare permeata dal suprematismo bianco e asseconda giochi geopolitici occidentali, sembra evidente che la corruzione del sistema non lasci spiragli. Il premio non viene dato al presidente Trump, ma alla sua pupilla venezuelana Maria Corinne Machado, militante della destra radicale, filoisraeliana, formata a Washington, finanziata dalla Ned e partecipante attiva al tentativo di colpo di Stato contro Chávez. Il giornalismo europeo descrive la Machado, che chiede pubblicamente l’intervento degli Stati Uniti per spodestare il governo del suo Paese, come una pasionaria che difende democrazia e diritti umani.

Ho tenuto a citare questi eventi più recenti che appaiono emblematici della degenerazione del discorso politico in Occidente. La corruzione ha plasmato la politica come le istituzioni culturali, l’accademia e lo spazio mediatico. Le democrazie liberali del secondo dopoguerra si sono trasformate in oligarchie che tendono all’autoritarismo. Come nel lager descritto da Primo Levi, in una struttura piramidale, di assoluto conformismo e allineamento al potere, ciascun gruppo sociale cerca di sopraffare quello appena inferiore e si identica con l’altro appena superiore. La dimensione collettiva è stata cancellata. Prevalgono la giungla e la competizione in un individualismo sfrenato. Le nostre invisibili SS sono i potentati economici, che includono la lobby delle armi e di Israele. La nostra realtà è più complessa e meno nitida del lager. L’essenza spirituale tuttavia è già presente.

*Pubblicato su il Fatto Quotidiano de il 17 ottobre 2025

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico” di Michelangelo Severgnini Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Che fine ha fatto la democrazia? di Giuseppe Giannini Che fine ha fatto la democrazia?

Che fine ha fatto la democrazia?

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti