Elezioni in Serbia: la partita decisiva per l'Europa
Una sintetica documentazione sulle prossime elezioni del 25 ottobre, con le posizioni e prospettive progettuali delle due coalizioni, sia per politiche interne che per gli schieramenti internazionali, in un clima sociale a dir poco esplodente, a cui le commemorazioni ufficiali e riconosciute dallo stato serbo per i funerali del generale Ratko Mladic, hanno dato un ulteriore spinta di tensione.
In campo per prendere le redini del paese ci sono sostanzialmente due blocchi: la lista elettorale del Partito Progressista Serbo (SNS) Aleksandar Vu?i?–Serbia Unita e la Lista degli Studenti–Gli studenti vincono.
La coalizione governativa può contare, ad un eventuale secondo turno, su:
- i socialisti del SPS Ivica Da?i?-Fattore di Stabilità, i quali comprendono alcune forze minori come Serbia Unita (JS), il Partito Socialdemocratico di Serbia e i Verdi di Serbia
- il Partito Radicale Serbo (SRS) di V. Šešelj, condannato dal Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia ed ex prigioniero dell’Aja, con la candidatura del figlio Aleksandar, che nonostante vecchie tensioni con lo stesso Vucic, ha ritenuto che prima di tutto viene il destino della Serbia ed occorre formare un blocco di unità nazionale patriottico, sovrano e per la difesa dell’indipendenza.
- il Partito dei Pensionati Uniti di Serbia (PUPS)
- il Partito Contadino Popolare e il Partito Contadino Unito
- il Movimento dei Socialisti serbi di A. Vulin
- il Partito Russo – La Serbia nei BRICS – Slobodan Nikoli?, che è anche presidente della
Società di Amicizia Serbo-Russa “Vladimir Putin”.
- l’Alleanza degli Ungheresi di Voivodina
- Il Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia (NKPJ) e dalla Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia (SKOJ).
L’alleanza elettorale che sostiene il Partito Progressista Serbo di Vucic, “extrema ratio” di questa fase storica complessa e piena di antinomie, è una alleanza non certo ideale o scevra di ”lati neri” e contraddizioni non certo piccole, ma nel panorama politico serbo attuale non c’è altro, al di là dei leoni della tastiera e dei social, che impazzano con teorie, analisi ed esternazioni, spesso anche giuste, ma che nella realtà concreta serba…non hanno neanche l’1% di seguito, come obbiettivo massimo.
Lungi dal sottoscritto (…anche perché non sono serbo) tifare o fare propaganda di parte, la mia riflessione, ha un orizzonte e lettura di respiro più ampio e strategico, la quale va ben oltre la figura non certo rivoluzionaria o ideale dell’ex presidente serbo, ma si lega agli effetti collaterali sulla questione della guerra, delle sanzioni e delle armi all’Ucraina, alle politiche guerrafondaie e anti russe per principio della UE, al ruolo della NATO, ai rischi di recisione definitiva (…di fatto già in atto) del Kosovo Metohija, della Vojvodina, del Sangiaccato o del Presevo e Medveda…o alle conseguenze destabilizzatrici sulla Repubblica Serba.
Le opposizioni si presentano con la coalizione “Lista degli Studenti–Gli studenti vincono”, che è stata la dura fautrice dell’indizione delle elezioni attraverso le sue proteste di massa dall’aprile 2025…dove in realtà i candidati studenti sono pochissimi, mentre abbondano vecchi arnesi delle opposizioni totalmente europeiste, filo NATO ed euro atlantiche. Il capolista è Ilija Srdanovi?…che studente è stato trentuno anni fa…Tra gli altri figurano il drammaturgo Ž. Huba?, l’attore T. Stani?, l’ex capitano della nazionale di pallacanestro D. Bodiroga, l’ex governatore della Banca Nazionale di Serbia D. Šoški?, il musicista F. Dimovi?, il sociologo J. Baki?, l’atleta M. Dudaš e A. Baucal della Facoltà di Filosofia.
Questi ed altre vecchie e note figure delle varie opposizioni filo occidentali sono di nuovo in campo, come la DOS, che aveva rovesciato il governo di unità nazionale di S. Milosevic e poi consegnato il presidente serbo all’Aja. Ma ciò che ha colpito e forse fatto riflettere l’opinione pubblica serba, è stato il fatto di chi, ha pubblicamente sponsorizzato la necessità di un “cambio di regime” e della vittoria della Lista studentesca…e cioè l’ex presidente del Comitato Europeo per lo sviluppo della NATO, Günter Fehlinger, il più grande lobbista in Europa dell’Alleanza Atlantica e delle sue politiche più dure, dichiaratamente e orgogliosamente russofobo e antiserbo. Il più grande lobbista di Pristina, il più grande odiatore di serbi in Europa, ha detto pubblicamente: "Vu?i? deve essere sconfitto", colui che nel settembre 2023, di fronte agli incidenti per i fatti di Banjska in Kosovo, aveva invitato l’Alleanza a bombardare Belgrado in relazione a ciò che stava accadendo, come ricordano bene i serbi non occidentalizzati: “A Banjska è iniziata la guerra serba contro il Kosovo.(...) Invito la NATO a preparare immediatamente l'intervento contro la Serbia. Bombardate Belgrado adesso!”, aveva ululato.
Schierati al suo fianco per eventuale secondo turno ci sono:
- Scelta del Popolo guidato da Srdanovi?, professore di medicina d’urgenza e cardiologo presso l’Istituto di Malattie Cardiovascolari della Voivodina, che ha deciso infine di non presenare la lista e spostare i suoi voti sulla Lista studentesca. Al suo interno figurano: il Movimento Popolare di Serbia, dalla Rivolta Ecologica e da Nuovo Volto della Serbia, il Movimento Civico Solidarietà. Oltre al Partito Democratico (DS), il Movimento per il Rinnovamento del Regno di Serbia (POKS), il Fronte Verde-Sinistra (ZLF), Kreni-Promeni (Inizia-Cambia), il Partito Socialdemocratico, il movimento “Amore, Fede, Speranza”, la Lega dei Socialdemocratici di Voivodina, Lokalni Front di Kraljevo, Dveri, Basta così (DJB), ProGlas e una serie di organizzazioni locali.
- Il Movimento dei Cittadini Liberi (PSG) ha annunciato che parteciperà alle elezioni per una coalizione di opposizione filo-europea unita
- Serbia Europea che comprende il Partito della Libertà e della Giustizia (SSP) di Dragan ?ilas, il movimento Serbia Centro (SRCE)
- La Comunità Democratica degli Ungheresi di Voivodina (DZVM)
- Il Movimento monarchico per il Regno di Serbia
- L’Alleanza degli Ungheresi di Voivodina – Dr Bálint Pásztor
- Noi – Forza del Popolo.
Vi sono poi vari partiti minori legati alle minoranze, dai Romanì, al Sangiaccato, ai bosniaci, agli albanesi, ai montenegrini come il Partito Democratico del Sangiaccato (SDP) e il Partito Democratico Montenegrino (CDP). il Movimento di Unificazione di Usame Zukorli? (SPP), il Partito della Giustizia e della Riconciliazione (SPP), il Nuovo Partito Democratico della Serbia (Novi DSS)
Come già in lavori precedenti ho documentato, la situazione nel paese balcanico è complessa, intrinseca di contraddizioni sia a livello governativo e nella figura di Vucic, che tra la cosiddetta opposizione, un insieme raffazzonato con assenza di programmi politici, tenuta insieme dall’unico collante di una dura ostilità all’attuale governo e alle sue forze, al miraggio europeista della UE e a una russofobia politica euro atlantica. Pur anche qui, con personaggi eclettici e non collocabili se non per una assoluta ricerca di un posto parlamentare, ma il 25 ottobre non c’è in ballo una semplice vittoria elettorale di una parte su un'altra (che avverrà per poche migliaia di voti…), bensì quale collocazione avrà la Serbia nello scacchiere internazionale e negli stessi equilibri europei, politici, economici e militari. Se avverrà uno spostamento…definitivo verso politiche e prospettive interamente euro atlantiche (già presenti...) e antirusse, molto più difficili da realizzare nel popolo serbo, per le sue profonde radici storiche di fratellanza con il popolo russo, ma che sono un obiettivo dichiarato del movimento di protesta nelle sue variegate composizioni. E questo è ritenuto il nodo centrale strategico primario dagli osservatori e analisti internazionali, molto al di là di punti di vista ideologici o letture dottrinali semplificate.
Come denunciato in settembre all’ONU da S. Lavrov: “…la Serbia subisce continue pressioni affinché imponga sanzioni alla Russia in cambio della prospettiva ‘illusoria’ di integrazione europea...l'UE sta ignorando palesemente la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, costringendo Belgrado ad accettare la perdita del Kosovo e a rinunciare ai poteri costituzionali garantiti dall'Accordo di Dayton del 1995 che istituì la Republika Srpska all'interno della Bosnia-Erzegovina…”, questo è il cuore dei problemi della Serbia, altro che governi di destra o sinistra, posizioni ideologiche, differenze dottrinali o presidenti, partiti migliori o peggiori…o processi democratici artefatti.
Lo dimostra la scesa in campo massificata a sostegno di una o l’altra delle due parti, stante la posta in gioco per gli scenari europei.
Da un lato le pressioni, i ricatti, le minacce che ormai da anni accerchiano Belgrado, della UE, della NATO e delle forze euro atlantiche, come quelle denunciate anche da A. Vulin, ex vicepresidente e ministro serbo, ex direttore dei Servizi di Intelligence serbi e attuale leader del Movimento dei Socialisti serbi, a cui l’UE ha imposto la non candidatura nella lista per Vucic, indicandolo come un uomo della Russia nei Balcani e tra i più odiati dall’opposizione.
A livello esterno, alla campagna elettorale per sostenere il “cambio di regime”, oltre alla Von Der Leyen, al segretario NATO Rutte, alla Kallas, al cosiddetto primo ministro del Kosovo Albin Kurti, che ha fortemente invitato la comunità albanese in Serbia a contribuire alla caduta di Vucic, votando per la Lista studentesca, all’euro parlamentare croato Tonino Picula apertamente anti serbo e Milo ?ukanovi?, l’ex presidente montenegrino corrotto e condannato.
Per il sostegno al blocco elettorale di Serbia Unita Vucic si sono pubblicamente schierati:
il presidente russo V. Putin che, il 2 ottobre all’agenzia Vijesti e a Sputnik, ha augurato e la Russia si augura, la vittoria del blocco elettorale di Vucic. Dichiarando che “ la nostra posizione è ben nota ed è che la Russia apprezza molto la posizione equilibrata della Serbia sulle questioni controverse primarie, la sua decisione di non imporre sanzioni a Mosca e le relazioni positive tra i due paesi… L’attuale dirigenza serba ed il suo ex presidente A. Vucic, che io spero sarà il prossimo primo ministro, mantenendo così le politiche bilanciate e di cooperazione con la Russia, che noi abbiamo sempre apprezzato e vorremmo continuare a proseguire…Mi aspetto e spero che Aleksandar Vu?i? sarà il nuovo Primo Ministro della Serbia…”.
Il Ministro degli esteri russo S. Lavrov, ha sottolineato l’alto livello delle relazioni e della cooperazione bilaterale con la Serbia, riaffermando la speranza e l’augurio che tutto ciò possa continuare con la vittoria dell’attuale leadership del paese: “…Il presidente della Serbia, A. Vu?i?, si trova ad affrontare una situazione complessa. È un politico di grande esperienza, impegnato a perseguire l'integrazione europea. In questa fase, l'Unione Europea lo sta vessando, ricorrendo a un vero e proprio ricatto. La loro posizione è la seguente: la Serbia è in attesa di entrare nell'UE già da molto tempo, ma i negoziati verranno accelerati solo se verranno soddisfatte due condizioni principali. La prima è il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo; la seconda è l'allineamento a tutte le decisioni e risoluzioni dell'UE nei confronti della Russia. Vu?i? ha finora dimostrato coraggio nel resistere a questa pressione per diversi anni...”, ha dichiarato Lavrov a Vreme.
M.Dodik ex presidente della Repubblica Serba di Bosnia ha partecipato a Novi Sad all’evento di Serbia Unita, dove vi erano centomila persone, per portare pubblicamente il suo sostegno per la vittoria elettorale: “…sono qui con Aleksandar Vu?i?, che non ha mai voltato le spalle al popolo serbo, e a sostegno della lista elettorale Serbia Unita, che ha dimostrato che la Serbia può essere forte e unita…Questa non è solo una manifestazione, ma l'immagine di una Serbia che sa cosa vuole…Sono venuto dalla Republika Srpska per stare dove mi sento al mio posto di diritto: al fianco di un uomo che non ha mai voltato le spalle al popolo serbo…, di un leader che si è rifiutato di permettere che il Paese si vergognasse del proprio nome, e al fianco di una lista elettorale che mette al primo posto la sovranità e gli interessi nazionali…Il messaggio da Novi Sad è chiaro: i serbi su entrambe le sponde della Drina sono uniti. Per una Serbia che non si inginocchia. Per una Republika Srpska che non si arrende. Per un futuro che ci appartiene. Il 25 ottobre voteremo per Aleksandar Vu?i?, per una Serbia unita, per una Serbia forte! Perché una Serbia forte significa anche una Republika Srpska sicura…", ha dichiarato Dodik.
Il Presidente cinese Xi Jinping cosi si è pronunciato sulle relazioni finora costruite tra il governo di Vucic e la Repubblica Popolare Cinese, augurando che possano continuare con la stessa intesa e costruttività: “…la solida amicizia costruita in questi anni tra Cina e Serbia è unica e si fonda su una profonda logica storica e su una solida base pratica. Le due parti devono continuare a sostenersi reciprocamente con fermezza. La Cina appoggia la Serbia nel perseguire un percorso di sviluppo adeguato alle sue condizioni nazionali ed è pronta a rafforzare la condivisione di esperienze in materia di governance…Le nazioni cinese e serba hanno entrambe vissuto momenti di sofferenza e di gloria, forgiando un carattere perseverante e tenace. Entrambe le nazioni sono impegnate a perseguire l'indipendenza e a difendere la dignità nazionale, e comprendono l'importanza di promuovere lo sviluppo pacifico e di sostenere l'equità e la giustizia. Le due parti devono rafforzare gli scambi, consolidare la fiducia reciproca, approfondire la cooperazione ed estendere il sostegno reciproco, e lavorare insieme per intraprendere un percorso luminoso verso un futuro prospero condiviso, e portare il partenariato strategico globale sino-serbo a nuove vette…In un mondo in continua evoluzione e turbolento, Cina e Serbia devono continuare a intensificare il coordinamento e la collaborazione negli affari internazionali, praticare un vero multilateralismo e impegnarsi costantemente per promuovere un mondo multipolare equo e ordinato, una globalizzazione economica inclusiva e universalmente vantaggiosa e favorire la costruzione di una comunità dal futuro condiviso per l'umanità…”, ha espresso XI.
Ma per gli scenari più attuali e direttamente legati alle problematiche e politiche europee, è forse stato il discorso di Robert Fico, primo ministro slovacco ad aver scaldato e toccato l’uditorio serbo:
“…Chi ha detto che non sarei venuto? Forse coloro a cui dà fastidio la mia presenza e scelta di campo. Eccomi qui, cari residenti di Novi Sad e cari cittadini della Serbia. Mi dispiace di non essere potuto venire a Belgrado due settimane fa. Ho mandato un messaggio di sostegno al mio amico Alexander, ma ora voglio esprimerlo di persona davanti a voi. Sapete come diciamo noi slovacchi: un buon amico è un tesoro prezioso, tanto quanto io tengo ad Alexander. Non sono venuto a darvi lezioni su come votare, come fanno altri stranieri, come se sapessero cosa è meglio per voi…Vu?i? difende la sovranità della Serbia e elezioni sono il momento in cui si decide se si vuole che la Serbia continui su questa strada, retta e inflessibile, il che non è facile in questi tempi difficili. Bisogna essere un vero leader, un leader con la spina dorsale, e per il bene del proprio Paese, saper dire ‘no’ quando gli altri ci chiedono di pensare e agire diversamente. Ecco perché sostengo Alexander: non vuole che la Serbia sia governata da qualcuno proveniente dal mondo, per quanto potente possa essere. Difende la sovranità della Serbia di tenere le proprie elezioni. La sovranità non ha prezzo. È una parola molto costosa, e credetemi, io so bene quanto sia difficile e pericolosa, perché siamo simili e condividiamo gli stessi valori. Anch'io non permetto di impedire alla Slovacchia il diritto di avere una propria opinione e di perseguire i propri interessi…A coloro che vogliono ridurre la Serbia a un'ombra, fermarla, renderla più piccola dei piccoli, più debole dei deboli, questo non piace. È proprio per questo che vengono imposte nuove condizioni e obblighi per l'adesione all'Unione. Sono lieto di essere venuto qui oggi, a Novi Sad, nel nord della Serbia, in Vojvodina... Le autorità serbe perseguono una politica che unisce, non che divide…La Slovacchia continuerà a rispettare l'integrità territoriale della Serbia. Lo ripeto: quando si tratta del Kosovo, quando si tratta del Kosovo e della Metohija, non vi deluderemo mai. In me e con la Slovacchia, Aleksandar e la Serbia avranno sempre un amico sincero che nessuna pressione potrà scalfire. Per questo oggi voglio dirvi: mantenete la pace, mantenete la stabilità, mantenete i progressi che avete fatto. Sono tempi troppo difficili per scegliere l'incertezza…”, ha concluso Fico.
"Sono orgoglioso di questo anche se a qualcuno non piace", Vu?i? ha rivelato le onorificenze ricevute da Putin e Xi Jinping: "Le mostro pubblicamente per la prima volta".
Ad uso chiaramente elettorale, l’ex presidente serbo ha fatto queste dichiarazioni, al di là del gesto ovviamente di propaganda, occorre riflettere del significato più profondo e politico: verso chi è rivolto. Perché non ha ostentato immagini della Von der Leyen o di Rutte?...Forse perché, esibendo e rivendicando questo, manda un forte messaggio alla parte di serbi che non guarda all’occidente ma ad una prospettiva multipolare e aperta del mondo.
“…Sono orgoglioso della medaglia che ho ricevuto da Vladimir Vladimirovich Putin e Xi Jinping , ma ancora più importante è il fatto che, grazie allo sviluppo delle relazioni politiche, abbiamo migliorato la nostra economia e cercato di garantire una vita migliore ai cittadini serbi. Questa deve essere la nostra linea guida anche per il futuro…Dobbiamo preoccuparci del progresso della nostra economia. Senza gli amici cinesi, difficilmente saremmo in grado di farlo. Senza i fratelli russi e le loro fonti energetiche più economiche, difficilmente ci riusciremmo. L'economia è strettamente legata alla stabilità e alla pace, così come lo sviluppo e il progresso delle relazioni economiche. È questo che porta al progresso e spinge il nostro Paese in avanti. Rendere pubblici questi riconoscimenti per la prima volta, non è per vantarmi di qualcosa che nessun altro possiede nel nostro Paese, ma per sottolineare l'importanza di preservare le amicizie tradizionali e primarie…”, ha detto Vu?i? a BLIC.
Il “cuore del problema” il 26 ottobre, non sarà solo chi ha vinto o perso elettoralmente, ma da che lato della storia contemporanea la Serbia sarà collocata.
Galleria
FONTI: Taniug, Blic, Informer, Fakti, Pravda, IN1,PokretSocialist, TASS, Vreme, Vijesti, MID, Max
A cura di Enrico Vigna, portavoce Forum Belgrado Italia/CIVG - ottobre 2026


