Europa e Canada si avvicinano: verso una nuova fase di instabilità globale
Ursula von der Leyen vuole rafforzare i rapporti tra Unione Europea e Canada, fino a ipotizzare per Ottawa un nuovo status di membro associato. Un progetto ancora tutto da definire sul piano giuridico, ma che segnala un cambiamento significativo negli equilibri transatlantici. Alla base del riavvicinamento c’è soprattutto la politica commerciale di Donald Trump. I dazi e la linea “America First” hanno spinto Canada e UE a cercare nuovi mercati e a ridurre la propria dipendenza da Washington. Il fenomeno non riguarda soltanto il commercio. Bruxelles e Ottawa stanno ampliando la cooperazione nei settori della difesa, delle tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale, delle materie prime strategiche e dell’Artico. Nel 2025 gli scambi di beni e servizi tra UE e Canada hanno superato i 130 miliardi di euro, quasi l’80% in più rispetto al 2017.
Per l’Europa, il Canada rappresenta inoltre una possibile fonte alternativa di energia e materie prime, dal gas naturale liquefatto all’idrogeno, fino ai minerali critici. Per Ottawa, invece, il rafforzamento dei legami con Bruxelles costituisce una risposta alla storica dipendenza dal mercato statunitense. Ed è proprio questo il punto che preoccupa Washington. Un Canada maggiormente integrato con l’Europa potrebbe ridurre la leva economica degli Stati Uniti sul proprio vicino settentrionale, in particolare nei settori energetico e industriale. Trump ha già definito “ridicola” l’ipotesi di un’integrazione canadese con l’UE e ha minacciato nuove tariffe qualora tale processo venisse considerato ostile agli interessi USA.
La questione assume così una dimensione più ampia: il rapporto tra Ottawa e Bruxelles rischia di trasformarsi in un nuovo fronte della crescente competizione economica tra gli Stati Uniti e i loro stessi alleati. Parallelamente, von der Leyen ha rilanciato l’idea di un meccanismo europeo simile all’articolo 4 della NATO e di un Consiglio europeo per la sicurezza. Anche sul piano strategico, dunque, Bruxelles sembra voler costruire maggiori strumenti autonomi.
Il risultato potrebbe essere un progressivo ridisegno delle tradizionali alleanze occidentali: non una rottura immediata con Washington, ma la ricerca di nuove forme di autonomia economica e strategica.
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