Putin guarda all’Eurasia: il voto russo nel mezzo della sfida geopolitica
In Russia prosegue il conteggio dei voti per il rinnovo della Duma di Stato, con Russia Unita saldamente in testa dopo lo scrutinio del 97,37% dei verbali. Il partito di governo ha ottenuto il 57,96% dei voti di lista, seguito dal Partito Comunista al 13,67% e dai LIberal-Democratici all’8,96%. L’affluenza complessiva ha raggiunto il 59,32%, pari a oltre 62,6 milioni di elettori, mentre il voto elettronico a distanza ha registrato una partecipazione del 90,88%.
La presidente della Commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova, ha denunciato un livello senza precedenti di minacce esterne e attacchi informatici, sostenendo che non abbiano compromesso il processo elettorale. A Donetsk, l’FSB ha annunciato l’arresto di un uomo sospettato di preparare un attentato nei pressi di un seggio, con l’obiettivo di colpire i cittadini durante le votazioni.
Sul fronte diplomatico, Vladimir Putin ha avuto colloqui telefonici con i presidenti di Kazakistan e Uzbekistan, concentrandosi sulla cooperazione bilaterale e sugli equilibri nello spazio eurasiatico. Intanto, il ministro delle Finanze Anton Siluanov ha illustrato un progetto di bilancio che prevede tra le priorità la difesa e la sicurezza, garantendo al contempo il rispetto degli impegni sociali. Il documento è stato elaborato sulla base di un prezzo di riferimento del petrolio di 50 dollari al barile.
Sul terreno ucraino, Mosca ha annunciato la conquista di due località nella regione di Kharkov e nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche e logistiche.
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