Gaza. Una tregua che somiglia al biblico piatto di lenticchie

Dopo l'ultimo venerdì della "Grande marcia del ritorno", un altro martire e numerosi altri feriti lungo il confine dell'illegale assedio di Gaza, alcune riflessioni sono d'obbligo

2021
Gaza. Una tregua che somiglia al biblico piatto di lenticchie

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Patrizia Cecconi
 

C'è chi le ferite le nasconde, chi ci piange sopra e chi le mostra con orgoglio, perché sono il segno della propria forza, quella che non teme le armi del nemico.
Durante i tanti venerdì della marcia iniziata il 30 marzo, di ferite mostrate con orgoglio ne abbiamo viste tante. Abbiamo visto marciare ragazzi e adulti sulla sedia a rotelle perché resi invalidi dalle armi dei loro assedianti, ne abbiamo visti tanti camminare sulle grucce e qualcuno addirittura con un fiore sulle bende mostrate con romantico orgoglio. Così Ahmed Yahya Atallah Yaghy, 25 anni, ferito qualche venerdì fa, non si lasciava prendere dalla rassegnazione ma vanitosamente si faceva un selfy nel suo letto d'ospedale perché ci fosse prova del suo coraggio e della sua dignità di combattente pacifico contro un nemico armato di tutto, comprese le complicità internazionali che ne rendono impuniti perfino i crimini contro l'umanità. 

Ieri Ahmed Yahya è andato alla grande marcia nonostante la sua gamba ferita. I cecchini gli hanno sparato di nuovo. Stavolta al petto e non ha potuto aggiungere un selfy, stavolta lo hanno ucciso. 
Un nuovo martire, inteso etimologicamente come testimone, della battaglia contro l'ingiustizia che colpisce il suo popolo, o solo una nuova vittima? Ormai i morti inermi hanno superato il numero di 150 e i feriti il numero di 16.000. 
Ci chiediamo se tutto questo sangue alimenterà ancora la resistenza gazawa o verrà gettato dentro una fossa comune coperta dagli "affari e affarucci" del secolo che, dopo averlo affamato e avvilito, taciteranno questo popolo  con qualche contentino spostato verso l'Egitto. 

Qualcuno a queste proposte dice no, anche qualcuno dentro l'OLP come Tayseer Khaled del Fronte democratico. Qualcuno invece comincia ad essere possibilista. Voci sussurrate dicono che anche alcuni leader di Hamas stiano concordando per compromessi chiamati tregua. A noi non spetta il compito di giudicare, ma il diritto di osservare, provare a capire e quindi il diritto di esprimerci e fornire informazione, quello sì. 
Per ora stiamo osservando. 

Israele intanto ha sequestrato in acque internazionali o forse addirittura in acque gazawe un'altra nave che tentava di andare a Gaza portando medicinali. Israele abborda, sequestra, impone cose che nel diritto del mare sarebbero punibilit per qualunque altro Stato, ma Israele sa di restare impunito e ribadisce così il suo ruolo di padrone indiscusso di cielo, terra e mare di Gaza. 

Non sappiamo se la Grande marcia andrà avanti e per quanto. Certo, potrà essere fermata ma, come i tunnel che hanno reso celebre la resitenza gazawa, forse, se sarà fermata, seguiterà a camminare sotto la superficie visibile, forse in silenzio, ma seguiterà a camminare dentro lo spirito indomito di qualche migliaio di palestinesi. Per quanto tempo? un anno, un secolo? non possiamo saperlo, ma la Storia insegna che ciò che non è risolto si ripresenta. Come un incubo per il vincitore, come un diritto da riconquistare per il vinto.

Forse la frase ripetuta e ancora profondamente sentita "onore ai martiri" finirà per diventare una frase rituale, magari anche con un monumento su un porto aperto alla navigazione gazawa che però non sarà a Gaza ma in Egitto. E forse molti (o pochi) palestinesi la troveranno una buona soluzione. Insomma, quando la fame chiama con voce imperiosa, c'è sempre la possibilità di vendere qualche fratello per un piatto di lenticchie o, mutatis mutandi, per un affare o affaruccio del secolo e questo sembra ciò che si sta prospettando per tacitare la resistenza gazawa che dovrà pur finirla di insegnare scandalosamente al mondo che la dignità della propria vita vale quanto la propria vita!

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti