Gli attivisti ucraini in Italia e i manuali di geografia

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Gli attivisti ucraini in Italia e i manuali di geografia

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Non paghi di aver donato all'umanità – lo assicurano loro, quindi non c'è da dubitarne – capolavori artistici, scoperte storiche e geografiche, i rappresentanti di quel paese che si reputa al centro non solo della scena politica mondiale, ma addirittura del nucleo più profondo e primario dell'umanità, hanno preso a impartire lezioni majdaniste sulla compilazione di manuali scolastici dei paesi di cui sono ospiti, spesso non graditi, proprio a causa della loro presunzione in ogni sfera sociale.

Non bastassero le formulazioni didattiche cervellotiche e di stampo revisionista, diramate dai ministeri nazionali per le scuole di ogni ordine e grado, ci mancava anche l'intervento di un fantomatico Network Associazioni per Ucraina (NAU), che ha preso a controllare i manuali scolastici italiani.

Dopo le scoperte sulla Gioconda che, ci hanno edotto, sarebbe in realtà di origini ucraine, dato che i bisnonni venivano da Odessa e da Kiev (chissenefrega se il capolavoro leonardiano risale ai primi del cinquecento, mentre di Odessa non c'è traccia prima del 1700); dopo le sensazionali origini di Buddha a Zaporože (dove poi i cosacchi avrebbero creato nel XVI secolo anche la prima flotta sottomarina al mondo); dopo aver stupito il pianeta, rivelando che il Canada, quale lo conosciamo oggi, lo si deve ai primi coloni ucraini che vi si stabilirono 125 anni fa. Dopo la fossa del mar Nero scavata dagli ucraini o la divulgazione delle vere origini di artisti quali Repin che – parola dell'ex presidente Viktor Jushchenko – sarebbe in realtà un pittore ucraino, Repa e sarebbero ucraini anche Chajkovskij (Chajka) e Dostoevskij. Dopo aver in questo modo messo l'Ucraina al centro dell'universo, appare del tutto logico che gli ucraini, chiunque siano e ovunque alloggino, debbano orientare l'umanità sullo scibile che, senza il loro apporto, rischia di stravolgere le conoscenze scientifiche.

Quanto riportato sotto, pur con alcuni dettagli che suscitano più di un dubbio di autenticità, ne è un esempio illuminante.

 

Gli attivisti ucraini in Italia hanno esaminato i locali manuali di geografia e sono rimasti inorriditi

Gli attivisti ucraini in Italia cercano di sollevare uno scandalo mediatico attorno ai libri di testo di geografia per le scuole secondarie. A sollevare lo scandalo, Elena Kim, vicepresidente dell'Unione delle “Associazioni Ucraine in Italia” (NAU - Network Associazioni per l'Ucraina) e coordinatrice dell'iniziativa “Stop Propaganda Russa”, che ha rilasciato un'intervista all'iniziativa “Igla”.

Secondo l'attivista ucraina, sui libri di testo italiani di geografia si sono viste carte dell'Ucraina in cui la Crimea è rappresentata come parte della Federazione Russa. Inoltre, sui libri di testo «viene data una storia non vera sulla guerra in Donbass».

»Abbiamo analizzato più di 60 libri: testi di geografia dal 2010 al 2024 per la 7° classe, quando i bambini studiano la geografia d'Europa. È spaventoso: abbiamo visto via via cambiare la rappresentazione dell'Ucraina. In nessun libro di testo è detto che il diritto internazionale è stato violato e che la Crimea è nostro territorio. Alcuni contengono anche una storia falsata della situazione nel Donbas: in alcuni è scritto che si tratta di una guerra all'interno dell'Ucraina tra ucraini di lingua russa e ucraini di lingua ucraina», ha detto Kim. Secondo le sue parole, tali fatti sono stati scoperti dopo un'analisi condotta da attivisti ucraini e italiani, che hanno già formulato un dossier sui risultati dello studio dei manuali di geografia e intendono ampliare il monitoraggio ai libri di storia. Kim non ha specificato se i risultati del monitoraggio si tradurranno in denunce contro i libri di testo e i loro autori. Tuttavia, gli attivisti ucraini hanno acquisito molta esperienza nel condurre campagne di pressione e vari tipi di haterismo sui social network. In passato, tali sforzi hanno avuto successo nella maggior parte dei casi. Per chi è divenuto oggetto delle pressioni, è stato più facile fare concessioni agli ucraini che combatterli sui media.

 

(premessa e traduzione fp)

 

 https://politnavigator.news/ukrainskie-aktivisty-v-italii-zaglyanuli-v-mestnye-uchebniki-po-geografii-i-uzhasnulis.html

 

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