Huawei, gli Usa ordinano. I vassalli rispondono all'appello

10744
Huawei, gli Usa ordinano. I vassalli rispondono all'appello

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Andrea Puccio
 

Il 5G si farà in ogni caso, Huawei presente alla gara oppure no. Il fatto che TIM abbia escluso il gigante tecnologico cinese dalla gara per la scelta dei fornitori delle attrezzature per la rete non mette in alcun modo in discussione la realizzazione delle infrastrutture necessarie per il 5G.


Infatti TIM ha invitato a partecipare alla gara solo aziende statunitensi ed europee. Sono state invitati fornitori solo americani e europei: Ericsson, Nokia, Cisco, Mavenir e Affirmed Networks. Come si vede il nostro paese non ha alcuna intenzione di non partecipare alla realizzazione della rete 5G.


La decisione di escludere le aziende cinesi quindi è soltanto una scelta politica. Il nostro governo del resto aveva già ampiamente dimostrato da che parte stava: il primo provvedimento preso dal nuovo esecutivo rossoverde appena insediato fu di porre la golden share sul 5G. Tale opzione prevista dal nostro ordinamento rispondeva alle richieste del governo statunitense di non ammettere Huawei e ZTE alle gare per l’assegnazione delle forniture per la realizzazione della rete 5G. Come è noto il governo di Trump ha fatto da sempre pressioni sugli alleati al fine di impedire che le aziende cinesi entrino nel 5G.


Il problema degli Stati Uniti però è molto più grande. Lo sviluppo tecnologico statunitense in questo settore è almeno 5 anni in dietro rispetto a quello cinese, secondo quanto affermato dallo stesso Dipartimento di Stato. Inoltre il 35 per cento dei brevetti del 5G è di proprietà cinese e solo il 13 per cento dei brevetti sono in mano agli States. Insomma al netto di tutta la propaganda anti cinese messa in campo dagli Stati Uniti il governo a stelle e strisce non può fare a meno della tecnologia cinese. Si potrebbe affermare che ai cinesi non importa poi tanto dei muscoli messi in mostra da Trump tanto sanno che di loro non si potrà fare a meno.


In questa vicenda infine occorre ricordare che molte delle infrastrutture usate per la costruzione della rete devono obbligatoriamente essere acquisite in Cina che gli Stati Uniti lo vogliano o meno.


La questione italiana quindi non è se il 5G si farà oppure no dopo l’esclusione di Huawei dalla gara ma chi lo farà. Inoltre la maggior parte di coloro che applaudono alla scelta di TIM di escludere le aziende cinese sfugge proprio questo fatto: il 5G si farà comunque.


Per concludere però devo ricordare che la nuova rete avrà tra i suoi maggiori utilizzatori le forze armate e non l’internet delle cose come ci vogliono far credere. Non frega proprio a nessuno che la lavatrice parli con il frigorifero oppure che il tostapane comunichi con la stufa. Immaginatevi che discussioni tra il televisore e il forno a micro onde.


Invece il nuovo sistema 5G, grazie alla grandissima mole di dati che può trasmetter, sarà usato massicciamente dagli eserciti di tutto il mondo per guidare i nuovi missili ipersonici, i droni e le stesse truppe in campo che diventeranno dei terminali in grado di comunicare visivamente al comando centrale l’azione militare che stanno realizzando.


Il tentativo statunitense di escludere la Cina dal 5G facendo pressioni sugli alleati risponde alla loro necessità di non perdere il primato tecnologico che per anni gli ha garantito la supremazia mondiale. Ma come abbiamo visto le aziende cinesi sono molti anni avanti rispetto alle concorrenti europee e statunitensi, quindi l’unica arma che resta nelle mani degli Stati Uniti è cercare di rallentarne la penetrazione commerciale con la scusa che potrebbero usare questa tecnologia per spiare le altre nazioni. Come se poi i governi statunitensi negli anni non avessero usato la loro supremazia tecnologica per spiare i nemici o presunti tali.

 

 

E noi in questo complesso quadro cosa facciamo? Ovviamente non facciamo altro che attenersi a quanto gli Stati Uniti ci chiedono alla faccia di tutti coloro che ancora vedono in questo governo un soggetto sovranista.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti