I comunisti portoghesi si dissociano dalle sanzioni contro l'Ungheria

Secondo il il Pcp, “è un precedente che minaccia la sovranità degli stati”. Ribadito il netto no all’Unione Europea

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I comunisti portoghesi si dissociano dalle sanzioni contro l'Ungheria

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di Omar Minniti


Il Partito Comunista Portoghese è senza dubbio la più grande organizzazione marxista-leninista d’Europa. A differenza dei Pc d’Italia, Francia e Spagna, non ha mai aderito alla corrente dell’eurocomunismo. Partecipa alle elezioni del proprio paese nella coalizione del Cdu, assieme ai Verdi (che lì hanno posizioni molto meno liberal/radical di simili movimenti europei), ed ha garantito l’appoggio esterno e condizionato al governo del socialista Antonio Costa.

 

Il Pcp è tra le voci della sinistra patriottica e sovranista che si dissociano dalle sanzioni minacciate dall’Unione Europea contro il governo ungherese di Viktor Orban. Nessuna simpatia verso il leader nazional-conservatore di Budapest, ma al contempo nessun cedimento nei confronti delle politiche Ue, da sempre contestate dai comunisti portoghesi.  "Il Pcp condanna fermamente gli attacchi alla democrazia, ai diritti sociali, alle libertà fondamentali e alle garanzie dei cittadini in Ungheria, però respinge il tentativo dell'Unione Europea di sfruttare questa situazione per aumentare le sue minacce, i ricatti, le imposte e le sanzioni contro gli stati e i loro popoli", si legge nella loro presa di posizione.

 

Denunciando  i grandi poteri e gli interessi commerciali su cui si fonda l’Ue, nonché il crescente disprezzo di quest’ultima per la sovranità nazionale ed i diritti sociali, "atteggiamenti responsabili dell'avanzata delle forze dell'estrema destra fascista in Europa", il Pcp affonda senza remore il colpo contro Bruxelles e Strasburgo. "Non riconosciamo l'autorità e la legittimità dell'Ue come giudice o, addirittura, come punto di riferimento della democrazia e dei diritti umani. L'intervento della troika, in particolare in Portogallo, la natura xenofoba e sfruttatrice delle politiche migratorie dell'Ue, il sostegno dato i fascisti in Ucraina, l'aggressione contro gli Stati sovrani, ne sono la testimonianza".


Pertanto, pur ribadendo la nette differenze politiche ed ideologiche che li separano da Orban e dal suo partito Fidesz ed esprimendo la piena solidarietà ai comunisti magiari, il Pc portoghese si dissocia dalla minaccia di sanzioni contro l’Ungheria, bollando tutto ciò come un pessimo precedente che mina la sovranità degli stati.

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