Cosa resta da asfissiare a Cuba? L'ultimo obiettivo USA è il sistema sanitario
L'annuncio è caduto il 23 luglio, come ormai a cadenza settimanale. Marco Rubio, Segretario di Stato USA e principale artefice della politica di massima pressione contro L'Avana, ha firmato un nuovo pacchetto di sanzioni che l'Office of Foreign Assets Control, l'ufficio del Tesoro preposto al blocco economico, ha immediatamente tradotto in misure concrete. L'obiettivo è sempre lo stesso: stringere il cappio intorno ai pochi settori dell'economia cubana ancora capaci di generare entrate esterne, colpendo chi produce energia, chi la importa, chi gestisce i porti, chi coordina la cooperazione medica all'estero e chi si occupa delle rimesse familiari. Un assalto su più fronti, presentato da Washington come uno strumento per ottenere un "cambio positivo di comportamento", che nella pratica significa infliggere dolore a un paese già in ginocchio a causa di oltre sessant'anni di blocco economico USA.
Tra le entità designate questa volta figura il Centro de Investigaciones del Petróleo, l'istituto scientifico che si occupa di esplorare il crudo nazionale e ricercare soluzioni tecnologiche per la produzione energetica. Poi finiscono nel mirino Enersa e Einarbo, società legate all'importazione di gas, gas liquido e lubrificanti. Non bastava il blocco petrolifero che da mesi tiene al buio l'isola: nel 2026 Cuba ha ricevuto un'unica petroliera, la russa Anatoly Kolodkin, mentre navi dirette a L'Avana cambiano rotta all'ultimo minuto per paura delle ritorsioni. Ora si colpisce anche chi cerca di trovare soluzioni tecniche per sopravvivere all'assedio.
L'offensiva però non si ferma all'energia. L'OFAC ha inserito nella lista nera anche la Terminal de Contenedores de Mariel, il principale hub portuale dell'isola, la compagnia di navigazione Coral Marítima, il fondo Ceiba Investments e la società finanziaria Orbit SA, che gestisce rimesse. Il messaggio è chiaro: ogni fessura attraverso cui potrebbe entrare denaro, cibo o carburante deve essere murata. E se qualche azienda straniera osa ancora commerciare con L'Avana, l'Ordine Esecutivo 14404 firmato da Trump il primo maggio scorso minaccia sanzioni extraterritoriali, mettendo nel mirino banche, investitori e compagnie di terzi paesi. Proprio per questo Sherritt e Melià hanno già ritirato i loro investimenti, dopo decenni di presenza sull'isola.
La novità più cinica riguarda però la sanità. Per la prima volta in questa escalation, Washington ha deciso di colpire direttamente il sistema di cooperazione medica cubana, designando come minacce alla sicurezza nazionale statunitense il ministro della Salute José Ángel Portal Miranda, la direttrice dell'Unità Centrale di Cooperazione Medica Gretza Sánchez Padrón, l'UCCM stessa e la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos. Si tratta di entità che coordinano missioni salvavita in decine di paesi e il cui ricavato finanzia il sistema sanitario nazionale. Un sistema che oggi vede migliaia di pazienti in attesa di interventi chirurgici, contenitori pieni di farmaci per l'emodialisi e l'epilessia bloccati nei porti di Giamaica e Colombia perché compagnie come CMA CGM e Hapag Lloyd hanno sospeso i noli verso Cuba, e tassi di mortalità infantile in crescita dopo anni di standard da primo mondo.
Il documento diffuso da Rubio recita con disinvoltura che lo scopo finale non è punire, ma indurre un cambiamento. Peccato che quel cambiamento, nella visione di Washington, passi attraverso la disperazione di una popolazione ridotta allo stremo da blackout, fame e penuria di medicine. Secondo quanto riportato da CBS, la Casa Bianca avrebbe studiato scenari di intervento militare, confidando che la crisi umanitaria indotta sfoci in esplosioni sociali capaci di giustificare una ingerenza esterna. Nel frattempo, il 23 luglio, l'elenco delle misure criminali si è allungato ancora. E mentre L'Avana conta i suoi morti, il Dipartimento di Stato continua a spiegare che tutto questo è fatto per il bene dei cubani.
Cada acto de agresión del gobierno de #EEUU, como las medidas anunciadas este 23 de julio por el Secretario de Estado, demuestra que el objetivo es imponer un castigo colectivo contra todo el pueblo cubano.
— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) July 23, 2026
A pesar de que el gobierno estadounidense continúa negando la… pic.twitter.com/NSo7nsZJSH


