I paesi del sud-est asiatico preoccupati per la violenza ad Hong Kong

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I paesi del sud-est asiatico preoccupati per la violenza ad Hong Kong

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Negli ultimi due mesi, i manifestanti violenti hanno lanciato attacchi contro la polizia. Ma alcuni agitatori dietro le rivolte, come Nathan Law Kwun-chung e il politico dell'opposizione Mo Man-ching, hanno lasciato Hong Kong per cercare ‘riparo’ in altri paesi ritenuti sicuri mentre chiedevano ai ragazzi di Hong Kong di rimanere in strada a protestare contro il governo cinese. 

 

Reuters ha riferito il 20 agosto che il numero di residenti di Hong Kong che chiedono una residenza a lungo termine in Malesia è aumentato di recente, causando timori tra i media di Hong Kong e della Malesia che alcuni rivoltosi potrebbero fuggire in altri paesi per eludere la punizione legale per le loro azioni violente.

 

Il Ministero degli Affari interni (KDN) della Malesia ha espresso la sua insoddisfazione nei confronti dei residenti di Hong Kong coinvolti in eventuali proteste nel paese in cerca di approvazione per il programma Malesia My Second Home (MM2H), ha riferito TV3, un canale televisivo malese.

 

Utusan Malaysia, un giornale in lingua malese, ha persino pubblicato un articolo dal titolo inequivocabile: "La Malesia non è un posto per i ‘rifugiati’ di Hong Kong".

 

Alcuni residenti dalla Malesia raggiunti dal Global Times hanno affermato la volontà di non accogliere i manifestanti violenti in fuga dai loro paesi. Esprimendo al contempo preoccupazione per un afflusso di potenziale terrorismo derivante dalla violenza delle piazze di Hong Kong. 

 

Un programma malese finalizzato ad attrarre residenti stranieri ricchi che vivono ha attirato 251 domande dai residenti di Hong Kong quest'anno, rispetto alle 193 approvate lo scorso anno, secondo quanto riferito a Reuters da un funzionario governativo il 20 agosto.

 

MyExpat, un'agenzia che fornisce consulenza agli espatriati sul programma della Malesia, ha dichiarato che il numero dei suoi clienti di Hong Kong è aumentato nelle ultime due settimane, ma non ha fornito cifre, secondo quanto riferito da Reuters.

 

In risposta a una richiesta di intervista scritta da parte del Global Times, MyExpat ha dichiarato di facilitare ed elaborare le domande di assunzione tramite un sistema online e di agire per conto del dipartimento immigrazione della Malesia.

 

In ogni caso l’attenzione è alta sui cittadini provenienti da Hong Kong. "La Malesia diventa un buon posto per molte persone di Hong Kong, a causa della sua vicinanza a Hong Kong e del mix di valori orientali e occidentali, per molti che sperano di essere liberati da prezzi immobiliari insostenibili, che in parte hanno contribuito al caos", Lin , un agente immobiliare in Malesia, ha spiegato al Global Times.

 

"Ma saremo davvero più cauti nel firmare con clienti a Hong Kong durante questo periodo [di disordini]."

 

La Malesia ha sempre considerato la Cina come un amico e attribuisce importanza alle sue relazioni con la Cina", ha spiegato Lum Chih Feng, un giornalista senior malese e commentatore, ai microfoni del Global Times.

 

"Pertanto, sulla situazione attuale di Hong Kong, il governo malese crede che questa sia una faccenda interna della Cina e non dovrebbe interferire".

 

Questa non è la prima volta che la Malesia ha vietato l'ingresso ai manifestanti radicali di Hong Kong.

 

La Malesia ha infatti negato l'ingresso a Leung Kwok-hung e Joshua Wong Chi-fung, leader studenteschi delle attuali violente proteste e Occupy Movement nel 2015, e ha inserito Wong in una lista nera per paura di danneggiare il Paese, secondo il New York Times.

 

"Molte comunità cinesi in Malesia hanno denunciato le violente proteste di Hong Kong, ritenendo che i loro obiettivi siano andati ben oltre la legge di estradizione. L'afflusso in Malesia può portare alla società locale fattori instabili e pericolosi. I terroristi non sono assolutamente accolti con favore dalle comunità straniere", ha dichiarato al Global Times Alex Chuah, capo dell'Associazione Belt and Road Malaysia, un'organizzazione non governativa che promuove la cooperazione tra Cina e Malesia.

 

"La polizia malese ha inoltre tolleranza zero per i gruppi criminali e il popolo malese ha molta fiducia nella polizia", ??ha sottolineato.

 

Le preoccupazioni riguardanti le violenze che scuotono Hong Kong giungono da ogni parte del globo. Australia, Regno Unito, Irlanda, Singapore e Giappone hanno emesso avvisi di viaggio ad alto livello per Hong Kong, avvertendo i cittadini della violenza, riferisce l’agenzia Xinhua.

 

“La protesta violenta di Hong Kong travalica ogni tolleranza dell’Occidente” titola il quotidiano The Australian sull’escalation di violenza nel ‘Porto Profumato’. 

 

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