I sommi sacerdoti del culto dell'euro secondo Jacques Sapir
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In una lettera aperta ad i governanti francesi ed in particolare all'“esilarante” ministro delle finanze, Pierre Moscovici, che continuano a descrivere una situazione della zona euro buona e bollare come non ragionevoli i timori, utilizzando in particolare l'andamento della curva dei tassi di interesse sul debito francese a 10 anni, Jacques Sapir nel suo ultimo post scrive come certo questi tassi scendono, ma perché sta diminuendo l'inflazione.
Nella teoria economica si sa bene, prosegue l'economista francese, come per il debitore, il tasso nominale conta meno del tasso reale. Ma, prosegue ironicamente Spair, forse Moscovici non ha studiato sui stessi libri, altrimenti si sarebbe accorto come dal 2 agosto 2012, quando la BCE ha annunciato il suo programma OMT, il tasso d’interesse reale sui titoli del tesoro a 10 anni continua ad aumentare, con ovvie implicazioni dirette per la Francia (e per la Spagna e l'Italia che sono nella stessa situazione).
Dato che non si può certo pensare che un ministro della Repubblica possa mentire - “sarebbe gravissimo” - l'unica spiegazione è l'ignoranza. Stiamo forse assistendo all’effetto di qualche ideologia, che rende queste persone cieche all'evidenza ed in cui Moscovici è solo uno dei “sacerdoti di culto dell’euro”? Come ha detto Jacques Brel, conclude Sapir, in un versetto: “queste persone non pensano, Signore, pregano”.

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