Il 2016 degli Sconfitti e il 2017 dei Vincenti

Il 2016 si chiude come l’anno del malcontento popolare e della completa sfiducia verso il ’sistema’. Il 2017 potrebbe essere un anno di cambiamenti importanti

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Il 2016 degli Sconfitti e il 2017 dei Vincenti

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di Federico Pieraccini
 

Le popolazioni europee e nord americane, utilizzando l’unico strumento a disposizione, il voto, hanno assunto posizioni prettamente mirate a delegittimare lo status quo ed invocare con veemenza un cambiamento qualunque. Hanno votato contro le proposte della UE (Olanda, Ucraina-UE Referendum), eletto candidati anti-UE (Bulgaria, Moldavia, Austria—al primo turno) e punito governi nazionali per le loro posizioni pro-UE (Francia, Italia, Inghilterra e forse Germania). In generale, hanno votato contro. (Trump e Brexit).

 

Il risultato potrebbe potrebbero sconvolgere ed alterare indelebilmente il panorama politico nazionale ed internazionale nel 2017.

 

Il 2016 sarà ricordato anche come l’anno in cui, per la prima volta, le campagne di propaganda continue dei grandi gruppi editoriali e televisivi occidentali hanno avuto effetti deleteri e opposti a quelli cercati. Candidati e referendum sono caduti sotto i colpi del voto popolare anche per colpa della mancanza di trasparenza di TV e giornali, generando un sentimento di sfiducia collettivo della popolazione verso i candidati-del-sistema o i partiti al governo.

 

Il 2016 è l’anno della Stampa alternativa o meglio, della vera informazione. L’anno in cui la TV di stato Russa, RT e quella Iraniana, PressTV, hanno amplificato e dato risalto alle vere notizie, offrendo una narrazione completamente diversa da quella mainstream. Le vicende in Siria sono l’esempio più immediato.

 

La sfiducia verso media e politici, particolarmente intensificata in questo 2016, è causata da una fetta consistente della popolazione, sempre più ampia, che cerca notizie autentiche. Non propaganda. E’ un meccanismo che si auto-alimenta. Più c’è informazione, meno il ‘sistema’ è in grado di manipolare con la propaganda. Senza manipolazione, non c’è sostegno elettorale e il partito o il politico scompare.

 

Il 2016 sarà quindi ricordato come l’anno in cui il malcontento popolare, unito ad una sfiducia papabile verso i media tradizionali, ha prodotti risultati come la vittoria di Trump e la Brexit. Due eventi che segneranno in maniera permanente il futuro della politica internazionale.

 

Il 2016 è stato però soprattutto l’anno della Siria e di Aleppo. Le ripetute vittorie del fronte opposto a Washington hanno causato picchi di tensione raramente riscontrabili. Il 2016 è l’anno della sconfitta degli Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Israele, Giordania e dei loro terroristi. Politicamente per i loro leader e militarmente per i successi dell’esercito Arabo Siriano, Hezbollah e la Federazione Russa, il 2016 è stato un anno di sconfitte ed umiliazioni.

 

Il 2016 si chiude con Obama in piena crisi esistenziale, dopo otto anni di presidenza disastrosa. Nessun successo personale e un’eredità storica pesante, quale Trump come successore. Obama nel 2008 puntava a rottamare l’immagine degli Stati Uniti generata da 8 anni di Bush. Nel 2017 Obama terminerà il suo mandato, sprofondando nel dimenticatoio della storia. Un insuccesso completo.

 

La somma di tutti questi eventi chiarisce come il 2016 sia stato un anno fallimentare per i progetti e i piani delle oligarchie occidentali.

 

Le ripetute vittorie del fronte (Cina, Russia e Iran) opposto a questa piovra economica, militare e culturale hanno infuso fiducia collettiva e gettato le basi per un 2017 di cambiamento. ??

 

Il 2016 è stato l’anno della distruzione, in tutti i sensi. Distruzione militare di nazioni sovrane. Distruzione delle certezze dei politici e dei media occidentali. Distruzione delle ambizioni politiche di Sauditi, Turchi ed Americani. Distruzione di carriere politiche (Obama, Hollande, Cameroon, etc). Distruzione della verità da parte dei grandi gruppi editoriali nazionali ed internazionali.

 

Il 2017 ha un potenziale enorme. Forse come non si vedeva da decenni.

 

Auguriamoci che possa essere l’anno della costruzione. Dopo tanti anni di distruzione, c’è molto da sistemare. Ricostruire la Siria, ricostruire la sovranità nazionale dei paesi europei, ricostruire rapporti internazionali e ricostruire la verità.

 

Si chiude un anno di stravolgimenti con l’auspicio che il 2017 possa essere soprattutto il momento storico in cui l’ordine mondiale completa la sua transizione da unipolare a multipolare, all’insegna di una realtà più equa e bilanciata, improntata alla cooperazione e allo sviluppo.



 

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