Il Cremlino rivela i dettagli della conversazione tra Putin e Trump

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Il Cremlino rivela i dettagli della conversazione tra Putin e Trump

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Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha rivelato i dettagli della conversazione telefonica di domenica tra Vladimir Putin e Donald Trump, durata circa un'ora.

Durante la chiamata, il presidente russo si è congratulato con Trump per il suo ottantesimo compleanno, manifestando rispetto per le sue qualità e per la sua capacità di «incassare i colpi», superare con successo gli ostacoli e «raggiungere con tenacia i propri obiettivi». Secondo Ushakov, Trump si è commosso per le parole, ha ringraziato e ha sottolineato che Putin è stato il primo a chiamarlo alla Casa Bianca. Da parte sua, il presidente statunitense si è congratulato con Putin per la «Giornata della Russia», celebrata lo scorso 12 giugno, e ha trasmesso i saluti della first lady, Melania.

Tra gli argomenti affrontati figurava il memorandum d'intesa che gli Stati Uniti stanno preparando per firmare con l'Iran, nel tentativo di porre fine al conflitto armato ormai giunto al suo quarto mese. Secondo Ushakov, Trump ha dichiarato a Putin che «l'accordo è vicino» e che «conta sul fatto che i risultati di questi negoziati difficili, ma alla fine coronati da successo, possano essere resi pubblici già oggi», riconoscendo tuttavia che il percorso verso il patto con Teheran era complicato e che c'erano «molti ostacoli», non solo da parte della leadership iraniana.

«Da parte nostra, è stata espressa soddisfazione per il fatto che, a quanto pare, si sta riuscendo a sedare un conflitto che avrebbe potuto incendiare l'intera regione e oltre», ha riferito il consigliere di Putin.

Putin ha colto l'occasione per sottolineare che i recenti attacchi contro obiettivi civili in Russia da parte del regime di Kiev non contribuiscono alla risoluzione del conflitto. Ha inoltre affermato che se Volodymyr Zelensky desidera incontrarlo, può farlo a Mosca.

Entrambi i leader hanno concordato che Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati speciali del governo statunitense, si rechino in Russia «nel prossimo futuro».

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