"Il deficit democratico dell'Ue? Si banalizza un'aberrazione". Marcello Foa
1988
Nel suo blog per il Giornale, Marcello Foa riporta del dibattito avuto a RadioRadio con il professor della Luiss di Roma Luciano Monti concentrato sulle elezioni amministrative in Francia e sull'euro.
Monti ha concordato su molte delle questioni poste da Foa - dalla rete tentacolare eppure invisibile delle lobby e dei tecnici fino all’aberrazione concettuale del “quantitative easing”, peraltro inutile perché queste vagonate di denato virtuale finiscono alle banche indebitate – ma alla fine riconduce, come fanno quasi tutti, il suo ragionamento nel mainstream: “il problema non è l’euro ma questa Europa”, oppure, prosegue Foa, riconosce che certi parametri di Maastricht sono irragionevoli senza voler mettere in discussione le innaturali rigidità della moneta unica.
Su un punto Foa vuole soffermarsi maggiormente rispetto alle dichiarazioni di Monti: “In Europa c’è ancora un deficit democratico”. Si tratta di una locuzione sapientemente costruita per suonare innocua, ma significa senza tanti giri di parole che “manca democrazia”. “Ecco questa frase 'il deficit democratico' dovrebbe suscitare l’indignazione degli intellettuali e della stampa che, sia essa di destra o di sinistra, dovrebbero esercitare il proprio ruolo di cane da guardia. E invece nulla. Anzi, viene assorbita come una verità assoluta, diventa, come tanti altri, un dogma e per questo continuamente ripetuto con l’effetto di rinforzarne l’assimiliazione nelle masse. Insomma, si banalizza un’aberrazione. E solo i liberi pensatori – di qualunque orientamento idelogico – hanno il coraggio di uscire dagli schemi. Ma sono, purtroppo, pochi”, conclude Foa.

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