Il gas vola a 74 euro ad Amsterdam con stoccaggi al minimo
Riscaldamento, alimentari e beni di prima necessità alle stelle: la fattura salatissima delle sanzioni e delle guerre per procura della burocrazia di Bruxelles
Ogni giorno che passa si avvicina sempre più il freddo, e gli europei tremano solo a pensare a quanto dovranno sborsare per il gas quest'inverno. I prezzi sui contratti europei nell’ultimo fine settimana sono infatti saliti di oltre il 3 per cento. E nel frattempo, tra Stati Uniti e Iran, di progressi nei negoziati non se ne vede nemmeno l'ombra.
Ad evidenziarlo è Business Insider, che mette nero su bianco una verità che a Bruxelles continuano a fingere di non vedere. Una verità che metterebbe palesemente a nudo l’inadeguatezza di una classe dirigente composta da politici fanatici, guerrafondai e russofobi che stanno mandando al fallimento un intero continente.
Il prezzo del gas non è una questione astratta da salotto televisivo. Tocca direttamente il costo della vita, fa schizzare le bollette del riscaldamento, dell'acqua calda, dei fornelli. E siccome il gas è anche la materia prima fondamentale per l'industria chimica, quando rincara automaticamente sale il costo di produzione dei fertilizzanti, che a loro volta fanno lievitare i prezzi al supermercato dei beni alimentari. Non finisce qui. L'aumento delle spese per il metano costringe le imprese industriali, il settore dei servizi e i negozi ad alzare i prezzi di beni e servizi per restare a galla, e questo accelera l'inflazione generale e colpisce dritto nelle tasche dei cittadini.
I contratti alla Borsa di Amsterdam, che sono il riferimento principale per la formazione dei prezzi, lo scorso giovedì hanno mostrato un aumento di oltre il 3,5 per cento rispetto al giorno precedente. Parliamo di 74,5 euro. Un anno fa, nello stesso periodo, contratti identici registravano un costo inferiore ai 32 euro per la stessa quantità di energia.
Come riporta il portale OilPrice, il mercato reagisce all'incertezza legata alle forniture di gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz. Stati Uniti e Iran la settimana scorsa, tramite intermediari, hanno ripreso i contatti e i negoziati in occasione dell'Assemblea Generale dell'ONU a New York, ma non hanno raggiunto alcun progresso concreto sulla questione a causa dei rifiuti statunitensi.
Nonostante la correzione dei prezzi osservata negli ultimi giorni, le preoccupazioni sui volumi effettivi di GNL in arrivo dal Medio Oriente hanno riportato in alto le quotazioni. A spingere i prezzi contribuisce anche il fatto che i paesi europei stanno cercando di riempire gli stoccaggi prima dell'inverno, spiegano gli esperti.
Secondo il portale, nelle ultime settimane alcuni carichi di GNL dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti sono riusciti a passare attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma i volumi restano troppo esigui per incidere in modo significativo sull'equilibrio globale del gas liquefatto.
La settimana scorsa l'agenzia Fitch Ratings, in relazione al conflitto con l'Iran, ha alzato le proprie previsioni sui prezzi del gas alla borsa TTF per l'anno in corso e per il prossimo. L'agenzia ha ricordato che prima dell'inizio del conflitto circa il 20 per cento delle forniture globali di GNL passava attraverso lo Stretto di Hormuz. Gli esperti hanno anche valutato il livello di riempimento degli stoccaggi di gas nell'UE: sono pieni per circa due terzi, un livello più basso rispetto a quello registrato nello stesso periodo tra il 2022 e il 2025, quando si attestava tra l'80 e il 90 per cento.
-------------------
LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:
Catastrofe Neoliberista di Angelo D'Orsi
“Catastrofe neoliberista” di Angelo D’Orsi è un viaggio nella storia e una necessità. Un viaggio che ripercorre le origini e le dinamiche di una dittatura totalitaria, capace di imporsi con violenza e di camuffarsi abilmente da paladina della libertà e della democrazia, dominando la vita quotidiana di miliardi di persone. Una necessità, perché solo attraverso la comprensione profonda dell’avversario è possibile immaginare alternative. Con il rigore di un grande storico e l’ottimismo della volontà di ispirazione gramsciana, D’Orsi ci offre gli strumenti per decifrare il presente e costruire un futuro diverso.



