Il Righi diventa una "scuola caserma" per la Conferenza di Noemi Di Segni

Digos e murales per la Palestina cancellati. Gravissimo episodio di censura oggi al Liceo di Roma denunciato dagli studenti e professori

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Il Righi diventa una "scuola caserma" per la Conferenza di Noemi Di Segni


di Agata Iacono


La giornata della memoria che vuole cancellare la memoria. È iniziata così la giornata al liceo scientifico Righi di Roma.
 
Il liceo Righi è stato al centro di particolari attenzioni sioniste anche lo scorso anno scolastico: da quando, cioè, docenti e studenti hanno cercato di capire insieme, anche dal punto di vista storico e filosofico, la drammatica condizione del popolo palestinese.

Gli studenti hanno anche intervistato Ilan Pappè e prodotto in proprio un saggio sulle loro inchieste.

Ultimamente erano stati identificati dalla Digos, chiamati dalla dirigente scolastica, perché avevano "osato" esporre bandiere palestinesi alle finestre dell'istituto.
 
Ne avevamo parlato qui:
 
Il liceo Righi è stato anche più volte aggredito da squadracce fasciste, che hanno vandalizzato l'istituto con svastiche.
 
Questa mattina, lunedì 26 gennaio, studenti e professori hanno trovato l'istituto militarizzato dagli agenti della Digos (più di una quindicina), "per permettere" alla presidente della Comunità ebraica Noemi Di Segni di tenere la propria conferenza, limitata solo ad alcune classi, (solo quattro), ritenute evidentemente "meno pericolose".

L'invito non è stato esteso, neanche dopo, ai docenti e alle altre classi, che avevano chiesto di assistere.
 


 
Tra l'altro, come riportato da Osservatorio militarizzazione nelle scuole, Di Segni avrebbe asserito che "l’antisemitismo di fatto è sinonimo di antisionismo e che lei, attiva in passato nell’IDF, può affermare per testimonianze diretta che «si tratta di un’organizzazione meravigliosa».
 
Ma il fenomeno più grave, emblematico, è che la scuola, pur di accogliere al meglio la presidente della Comunità ebraica e farla sentire a suo agio, quale relatrice sull'olocausto degli ebrei, ha rimosso ogni "fastidiosa" testimonianza del genocidio del popolo palestinese.
 
La mostra di foto di Gaza è sparita e la direzione ha ordinato di passare una significativa e simbolica "mano di bianco" sul murale che raffigurava la bandiera palestinese, opera degli studenti.
 
Da rilevare che qualsiasi iniziativa, da due anni, degli studenti e degli insegnanti, per parlare del popolo palestinese, è stata vietata, bloccata, annullata, perseguitata, con la motivazione di "mancanza di contraddittorio".

In altri termini è stato proibito di parlare soltanto di Gaza senza invitare un sionista affinché portasse le sue "ragioni" del genocidio del popolo palestinese.
È come se non si potesse parlare di femminicidio senza invitare gli stupratori.
 
Ma lo stesso criterio non è stato applicato, né lo sarà, a parti invertite.
 
I ragazzi del Righi hanno pubblicato un comunicato, prima dell'intervento di Noemi Di Segni, e uno dopo.
 
Sono entrambi leggibili sulla pagina facebook 
 
 
In serata, è arrivato il "COMUNICATO DI "SCUOLE CON LA PALESTINA ROMA SUD-EST" SULLA CONFERENZA TENUTA DA NOEMI DI SEGNI NELL'AULA MAGNA DEL LICEO SCIENTIFICO STATALE AUGUSTO RIGHI DI ROMA."
 
"Scuole con la Palestina Roma sud-est" denuncia, con il presente comunicato, i fatti avvenuti oggi, 26 gennaio 2026, all'interno del Liceo Scientifico Statale Augusto Righi di Roma.
 
Con una comunicazione di venerdi 23 gennaio si annunciava la conferenza prevista per il lunedi successivo, tenuta da Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, nell'imminenza del Giorno della memoria. La comunicazione poteva essere visionata solo dalle classi scelte per assistere all'evento; il resto degli studenti/esse non ne era a conoscenza, così come la maggior parte del corpo docente.
 
La conferenza si è tenuta presso l'aula magna del Liceo. Di Segni, affiancata dal Dirigente Scolastico, era in compagnia di diversi agenti della Digos, che hanno ripreso con telecamere e cellulari gli studenti e le studentesse.
 
Per l'occasione, è stato imbiancato un murale che riproduceva una bandiera della Palestina, regolarmente dipinto durante le attività didattiche di Disegno e Storia dell'Arte. Come se ciò non bastasse, è stata rimossa una mostra fotografica degli studenti e delle studentesse sul genocidio in Palestina.
 
La Scuola, che ha chiuso le porte allo storico Ilan Pappè ed altri relatori, oggi ha ospitato Di Segni, accompagnata dalla Digos. Gli agenti hanno sostato fuori dalle aule dei ragazzi/e, creando un clima di tensione e paura. Hanno inoltre evitato che alcuni studenti partecipassero alla conferenza, nonostante ci fossero posti liberi, per il timore di contestazioni e hanno ripreso con telecamere coloro che gridavano cori per la Palestina.
 
Una strana logica della "par condicio" quella invocata da Valditara. Un incontro (come quello pianificato al liceo Righi il 24 ottobre e poi annullato) che approfondisce i temi del colonialismo israeliano e della decolonizzazione palestinese deve garantire il "contraddittorio"; se invece il tema è la memoria dell'Olocausto, concetto considerato non confrontabile con la sistematica distruzione del popolo palestinese ancora in corso, il principio del pluralismo non vale e si ricorre alla polizia per blindare la conferenza. E allora appare lecito coprire il murale degli studenti/esse e rimuovere la mostra fotografica, trasmettendo così ai nostri ragazzi/e il messaggio che le proprie idee non possono essere espresse se vanno contro il potere e che le attività didattiche di Educazione civica o di altre discipline sui diritti umani, l'apartheid, il genocidio in Palestina sono solo una perdita di tempo.
 
Alcune delle scuole che hanno organizzato webinar con Francesca Albanese hanno subito ispezioni dal Ministero. Ricordiamo che nell'Istituto Professionale Aldrovandi Rubbiani di Bologna è stato cancellato un incontro, approvato dal consiglio di classe, con due obiettori di coscienza israeliani, dopo la circolare di Valditara. Noemi Di Segni, che ha svolto il servizio militare nell'IDF, invece, ha parlato senza che nessun collegio docenti ne fosse a conoscenza. Questo doppio standard valutativo che sembra operare nelle nostre scuole, spesso con la complicità dei Dirigenti, è inaccettabile per una cultura e una prassi democratiche. La libertà di parola vale fino ad un certo punto, evidentemente, come il diritto Internazionale. Così come occorre assolutamente respingere l'identificazione, sostenuta da Di Segni in diversi suoi interventi, tra "antisionismo" e "antisemitismo", che non permette una visione realistica della politica genocidaria di Israele nei Territori Occupati della Palestina. Accusare di "antisemitismo" chi rivolge uno sguardo radicalmente critico su Israele come entità politica non come identità etnica- e chiama la cosa con il suo nome-genocidio-significa mescolare concetti che devono restare distinti. Essere "antisionisti", criticare con tutte le forze un governo che si è macchiato di crimini contro l'umanità, non solo è legittimo, ma è doveroso per la nostra coscienza di cittadini e di insegnanti.
 
SCUOLE CON LA PALESTINA ROMA SUD EST " scuoleconlapalestina@gmail.com
 
Questo è il murale come si presenta oggi:
 



 
Era così:
 



 
Sì pretende di celebrare la memoria del passato cancellando la testimonianza del presente.

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La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha presentato una interrogazione urgente sull'argomento che vi riportiamo. 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dell’Istruzione e del Merito
Al Ministro dell’Interno
Premesso che:
– secondo quanto denunciato pubblicamente da studenti e associazioni, presso il Liceo scientifico “Augusto Righi” si è svolta una conferenza in occasione del Giorno della Memoria alla presenza della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, di funzionari ministeriali e di rappresentanti di associazioni apertamente schierate a sostegno dello Stato di Israele, senza che fosse previsto alcun contraddittorio o spazio di reale dibattito;
– nei mesi precedenti il dirigente scolastico dello stesso istituto aveva invece negato lo svolgimento di un’iniziativa con lo storico Ilan Pappé, motivando il diniego con la necessità di garantire il “contraddittorio”, principio che in questa occasione non risulta essere stato applicato;
– per consentire lo svolgimento dell’evento sarebbero stati adottati provvedimenti particolarmente gravi e lesivi della libertà di espressione degli studenti, tra cui la cancellazione di un murale dedicato alla Palestina realizzato nell’ambito di un progetto didattico, la rimozione di una mostra fotografica sul conflitto in Palestina prodotta da studenti e studentesse e il divieto di accesso all’aula magna a numerosi studenti nonostante la presenza di posti liberi;
– risulta inoltre segnalata la presenza all’interno dell’istituto di agenti della Digos che avrebbero sorvegliato e ripreso studenti e studentesse, configurando un clima di intimidazione incompatibile con la funzione educativa della scuola;
– la scuola pubblica, in base ai principi costituzionali, deve essere luogo di pluralismo culturale, libertà di insegnamento e formazione del pensiero critico, e non spazio di propaganda o di repressione del dissenso;
si chiede di sapere:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti avvenuti presso il Liceo Righi e delle modalità con cui si è svolta l’iniziativa in occasione del Giorno della Memoria;
se ritengano conforme ai principi di libertà di insegnamento e pluralismo culturale lo svolgimento di iniziative prive di contraddittorio su temi di evidente rilevanza storica e politica, soprattutto alla luce del precedente diniego opposto ad altre iniziative per motivi opposti;
per quali ragioni sia stata autorizzata la presenza di agenti della Digos all’interno di un istituto scolastico durante un evento culturale e con quali finalità di ripresa e sorveglianza di studenti minorenni;
se non ritengano grave e lesiva dei diritti degli studenti la rimozione di materiali didattici e artistici (murales, mostre fotografiche) prodotti nell’ambito di progetti scolastici;
quali iniziative intendano assumere per garantire che nelle scuole italiane siano rispettati il pluralismo delle opinioni, la libertà di espressione degli studenti e l’assenza di ogni forma di intimidazione o censura;
se non ritengano opportuno promuovere linee guida nazionali affinché le iniziative su temi storici e geopolitici sensibili siano improntate a criteri di equilibrio, confronto e rispetto del superiore interesse formativo degli studenti.
 

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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