Il ronzino vecchio della sicurezza: perché il Governo smentisce se stesso in Gazzetta Ufficiale
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di Federico Giusti
Ci sono misteri insondabili come quello che porta i sindacati, firmatari o no di contratto, a una sorta di assoluto mutismo verso il mancato aumento, dopo quasi 15 anni, del buono pasto - fermo a 7 euro- o verso le continue intrusioni della Magistratura contabile nella contrattazione.
Ma ancora più inspiegabile di questa sorta di afasia è la prassi di un Governo che rilascia dichiarazioni per poi smentirle e sconfessarle subito dopo.
Poche settimane or sono, inizio febbraio, il Consiglio dei Ministri approvava il «Decreto sicurezza» con tanto di pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.
La spasmodica ricerca di consenso porta il Governo a cavalcare ogni istanza securitaria e alla occorrenza trasforma qualche cittadino in star televisiva perorando la causa del "povero" proprietario a cui hanno occupato la casa.
In scenari tra il comico e il grottesco si cerca di trasmettere una immagine ben diversa dalla realtà, un po' come quando tuonavano contro i dettami di Bruxelles salvo poi sposarli in toto una volta saliti al Governo.
Ma tante promesse, alla prova dei fatti, dopo il controllo del Mef sono finite nel dimenticatoio come anche alcune norme contenute nel testo sacro, alias pacchetto di sicurezza.
Parliamo ad esempio delle misure adottate inizialmente per il personale delle polizie locali e destinate al Potenziamento delle norme di sicurezza urbana a beneficio degli Enti locali, ebbene la promessa di incrementare il fondo per le assunzioni parrebbe essersi persa per strada per mancata copertura economica.
Avevano promesso assunzioni a tempo determinato nella Polizia Municipale senza avere le risorse economiche per farlo? O dopo un controllo del Mef si sono rimangiati gli impegni assunti con sindacati, Anci e cittadini?
Intanto, da alcune notizie pare abbiano perfino diminuito le risorse destinate alla sicurezza urbana proprio lor signori che, ogni giorno, a reti unificate, tuonano contro la Magistratura "responsabile" di non trattenere nelle carceri la piccola malavita.
Le risorse del fondo, avrebbero dovuto remunerare le prestazioni di lavoro straordinario della polizia locale in deroga alle limitazioni della spesa previste per lo stesso ma, rispetto al testo iniziale, ci sono stati cambiamenti nel dispositivo finale cancellando l’esplicito riferimento all’esclusione di questi compensi dai vincoli vigenti in materia di Bilancio e spesa di personale.
In altri termini, il Governo promette di incrementare straordinari e assunzioni a tempo determinato per la Polizia Municipale ma dopo attenta lettura del Mef scopre di non avere stanziato le risorse necessarie a tale scopo o di non potere sostenere questa iniziativa?
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Come minimo ci saremmo aspettati una levata di scudi dei sindaci, di destra e di sinistra, che cavalcano il ronzino securitario ma, invece, nulla si muove all'orizzonte.
Più comodo prevedere che parte dei proventi della tassa di soggiorno siano destinati alla sicurezza urbana anche per assunzioni a tempo determinato e per il pagamento dello straordinario, con tanto di deroga ai limiti del trattamento del salario accessorio 2016 e del limite di spesa di personale in toto allentando le corde spesa per il lavoro flessibile. E anche il ricorso al lavoro flessibile conferma che la tipologia del contratto di riferimento del Governo continua ad essere quella precaria al pari degli Esecutivi precedenti.
Con i proventi alle sanzioni amministrative (l'articolo 208 del Codice della strada) si potranno assumere a tempo determinato unità della Polizia locale o incrementare lo straordinario e i progetti che ampliano le turnazioni ma questa norma era già prevista negli anni passati.
Rispetto alle promesse iniziali, le assunzioni stagionali dei vigili rientreranno nel calcolo della capacità assunzionale e della «sostenibilità finanziaria» (Dl 34/2019) che avevano annunciato di rimuovere. Evidentemente la furia securitaria sulla quale costruire la campagna elettorale stride con i dettami di Bruxelles che il Governo attuale aveva promesso di rimuovere.
Non sarà il caso allora di considerare la questione sicurezza come un ronzino vecchio e malandato che non ci porterà a raggiungere alcuna meta? Nel frattempo cittadini e lavoratori, se non tutti sicuramente la maggioranza degli stessi, continuano imperterriti a credere ad ogni promessa del Governo, un po' come quando asserivano di combattere la povertà salvo poi scatenare una offensiva contro chi quella condizione la subisce ogni giorno. E se la lotta contro la miseria si trasformò in iniziativa contro i poveri, alla stregua di questa esperienza il securitarismo diventerà una variabile dipendente dal pareggio di Bilancio o banalmente il classico specchietto per le allodole da spendere in campagna elettorale?

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