Il ruolo di Rafael Grossi nell’innescare la guerra contro l’Iran

3766
Il ruolo di Rafael Grossi nell’innescare la guerra contro l’Iran

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

È Rafael Grossi, direttore generale dell’AIEA, il protagonista di una controversia crescente che rischia di minare la fiducia globale nelle istituzioni internazionali. Al centro dello scontro, la gestione del dossier nucleare iraniano, che Teheran denuncia come “selettiva, politicizzata e discriminatoria”. Tensioni che covavano da anni sono esplose dopo un report dell’Agenzia, diffuso alla vigilia dei raid israeliani sull’Iran, in cui si citavano livelli di arricchimento dell’uranio “superiori a quelli dei paesi senza programmi militari”. Un documento che, di fatto, ha fornito copertura diplomatica all’attacco.

Solo giorni dopo Grossi ha chiarito alla CNN che non esiste alcuna prova di un programma nucleare militare iraniano. Ma a quel punto, per l’Iran, il danno era fatto. Una risoluzione di condanna promossa da USA ed E3 era già sul tavolo del Consiglio dei Governatori. Funzionari iraniani parlano apertamente di “uso strumentale” dell’Agenzia a fini geopolitici. Il portavoce del ministero degli Esteri, Baghaei, ha accusato Grossi di aver “occultato la verità” in un rapporto usato “da un regime genocida e guerrafondaio per scatenare un’aggressione”.

Il Tehran Times ha poi rivelato l’esistenza di documenti IAEA riservati ritrovati nei territori occupati. Una fuga di informazioni che, secondo fonti iraniane, confermerebbe ciò che sospettano da tempo: che l’Agenzia non sia più solo un organismo tecnico, ma uno strumento politico. Teheran ha già minacciato di ridurre la cooperazione e valuterebbe azioni legali contro Grossi.

Il capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica iraniana, Eslami, ha condannato il “silenzio” dell’Agenzia sui bombardamenti israeliani di impianti sotto salvaguardia IAEA. Il malcontento ha ormai superato i confini iraniani, sollevando interrogativi più ampi sulla vulnerabilità delle istituzioni internazionali alle agende delle grandi potenze.

Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti