Italia. A rischio la generazione NEET
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Nella sezione dedicata all'Italia del suo rapporto "Employment Outlook 2013", l'Organizzazione per la cooperazione e lo svluppo economico (OCSE) rivela che la quota di giovani NEET ( "Not in Education, Employment or Training") ha raggiunto il 21,4% nel 2012, un dato inferiore solo a quello di Grecia e Turchia. Secondo l'OCSE, vi è un rischio crescente di isteresi a lungo termine a causa della riduzione permanente della occupabilità e della capacità reddituale dei NEET. I dati diffusi dall'OCSE rivelano che il 52,9% dei lavoratori italiani sotto i 25 anni non ha contratti stabili.
È per questo che l'OCSE ha chiesto ad Enrico Letta di conservare le attuali riforme del mercato del lavoro al fine di evitare un collasso della situazione attuale. Secondo l'OCSE, il pacchetto approvato alla fine di giugno si muove nella giusta direzione, ma funziona solo se è parte di un più ampio complesso di riforme strutturali per riportare l'economia alla crescita.

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