LA BIELORUSSIA È IN VALLE SUSA, DANA LIBERA

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di Giorgio Cremaschi


Voi governanti ipocriti che sbandierate i diritti umani e la democrazia là ove vi indirizzano affari, strategie militari e potere, voi che deprecate gli arresti di chi scende in piazza nei paesi che considerate nemici, voi siete responsabili che in Valle Susa, Piemonte, Italia, una repressione poliziesca e giudiziaria senza precedenti opprima un intero popolo in lotta.

Dana Lauriola è una compagna dell’Askatasuna e una militante NO TAV che andrà in carcere perché le sono stati negati gli arresti domiciliari. La motivazione da Comma 22 del tribunale di Torino è che Dana non può scontare la pena a casa, perché la sua casa è in Valle Susa e lei non si è dissociata dalla lotta contro l’alta velocità. Una vergogna da codice Rocco che ora conduce in carcere Dana per le stesse ragioni che vi portarono all’inizio dell’anno Nicoletta Dosio. Dana, Nicoletta e altri dieci militanti NoTAV sono stati condannati a complessivi 18 anni di pena per mezz’ora di presidio al casello dell’autostrada nel marzo 2012. Un presidio pacifico che ebbe solo l’effetto di far passare gratis il casello alle auto, con un danno complessivo per la società autostradale pari 700 euro; il che vuol dire che per ogni 37 euro di danno è stato comminato un anno di carcere.

Questo del resto è il metro di misura con cui il tribunale di Torino e tutti gli apparati dello stato trattano la lotta della Valle Susa, con centinaia e centinaia di persone condannate, sottoposte a regimi di limitazione della libertà e con una occupazione militare del territorio che è giunta a schierare l’esercito. Il tutto per difendere un’opera devastante, inquinante, costosa e inutile che solo la malafede della classe politica, da Berlusconi a Salvini e a Meloni, da Conte a Zingaretti e a Di Maio, fa andare avanti. Il TAV è solo un danno, ma la classe politica questo danno continua a procurarlo; e siccome ora i lavori ripartono Dana deve andare in prigione, come rappresaglia e monito verso tutte tutti coloro che lottano. E che non si fermeranno certo per questo nuovo momento di brutale repressione.
Un grande abbraccio a Dana che entra in carcere, a Nicoletta che è arrestata a casa, al popolo NOTAV che si sentirà ancora più forte per la fermezza ed il coraggio di queste meravigliose compagne. Noi non siamo solo solidali, noi siamo partecipi e complici.

Libertà? per Dana, Nicoletta per tutte e tutti i NOTAV, facciamoci sentire perché la Bielorussia è in Valle Susa.

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