La Germania potrebbe causare indirettamente la dissoluzione della zona euro. Jacques Sapir
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Solo ora cominciamo a misurare appieno ciò che la vittoria di Syriza potrebbe significare per la zona euro, scrive Jacques Sapir. In realtà, la vittoria di Tsipras espone tutta l'ambiguità della Germania riguardo la zona euro. Privato di margini di manovra, il governo tedesco potrebbe reagire violentemente e provocare, indirettamente, la dissoluzione della zona euro della quale Berlino è oggi il principale beneficiario.
La vittoria, davvero storica, di SYRIZA in Grecia ha spinto il suo leader, il carismatico Alexis Tsipras sotto i riflettori. Va ricordato che il partito è in realtà una alleanza di ex esponenti della sinistra, ex comunisti, ecologisti, ed ex socialisti. Ciò che ha cementato questa alleanza improbabile, e che spiega il suo successo con oltre il 36% dei voti, è in realtà molto più profondo, ma anche più complesso, della "questione sociale". Non che questa non sia altrettando importante, oltre che tragica. Comprendiamo, sostiene l'economista francese, il rifiuto di una austerità omicida che sta devastando la popolazione greca dal 2010. Ma c'è anche la questione della sovranità nazionale. Il rifiuto della sottomissione alle ingiunzioni di Bruxelles e della Commissione europea, che ha parlato il giorno dopo le elezioni, è una dimensione molto importante della vittoria di Syriza.
La questione sociale, sulla quale i commentatori francesi si concentrano, pur importante, non spiega tutto. In realtà, SYRIZA è impegnata in una lotta per la sovranità del popolo greco contro i burocrati di Bruxelles e Francoforte, sede della Banca centrale europea. La vittoria di SYRIZA anticipa forse quella di PODEMOS in Spagna a inizio autunno. E, come in SYRIZA, la componente sovranista non è trascurabile in PODEMOS,
Oltre il simbolo, vi sono le azioni. E i primi atti di Tsipras sono stati segnali molto forti alle autorità di Bruxelles. In primo luogo, ha formato il suo governo alleandosi con il partito dei "Greci Indipendenti" o AN.EL. Molti la considerano un'alleanza innaturale dell'estrema sinistra con la destra. Ma questo giudizio rispecchia proprio la loro mancanza di comprensione della lotta di SYRIZA e la riducono alla sola questione sociale. Ciò che giustifica l'alleanza tra SYRIZA e i "Greci Indipendenti" è proprio la lotta per la sovranità della Grecia. Tsipras, nel suo primo discorso, ha parlato dell'indipendenza restaurata del suo paese di fronte a un'Unione europea apertamente descritta come un oppressore.
Il secondo importante atto del nuovo governo, che non ha avuto eco nella stampa francese, ma che è fondamentale, è proprio quello di dissociarsi con la dichiarazione dell'UE sull'Ucraina. Anche in questo caso, come previsto, l'UE ha condannato la Russia. Tsipras ha detto forte e chiaro che la Grecia non ha approvato questa affermazione, né nella sostanza né nella forma. Ora, questo punto sarà sempre più importante. La politica dell'UE negli affari internazionali è una politica intergovernativa. Ciò implica che le decisioni vengono prese all'unanimità.
Il terzo atto è stata la decisione del governo, annunciata dal nuovo ministro delle Finanze Ynias Varoufakis, di sospendere immediatamente la privatizzazione del porto del Pireo. Anche in questo caso, vi è la necessità di affermare la sovranità della Grecia.
Bisogna poi passare ad analizzare la posizione della Germania. Secondo Sapir, come riassume Wall Street Italia, il paese ellenico sarà costretto dalla Germania ad abbandonare l'area euro "non nella forma ma nei fatti".
Il secondo importante atto del nuovo governo, che non ha avuto eco nella stampa francese, ma che è fondamentale, è proprio quello di dissociarsi con la dichiarazione dell'UE sull'Ucraina. Anche in questo caso, come previsto, l'UE ha condannato la Russia. Tsipras ha detto forte e chiaro che la Grecia non ha approvato questa affermazione, né nella sostanza né nella forma. Ora, questo punto sarà sempre più importante. La politica dell'UE negli affari internazionali è una politica intergovernativa. Ciò implica che le decisioni vengono prese all'unanimità.
Il terzo atto è stata la decisione del governo, annunciata dal nuovo ministro delle Finanze Ynias Varoufakis, di sospendere immediatamente la privatizzazione del porto del Pireo. Anche in questo caso, vi è la necessità di affermare la sovranità della Grecia.
Bisogna poi passare ad analizzare la posizione della Germania. Secondo Sapir, come riassume Wall Street Italia, il paese ellenico sarà costretto dalla Germania ad abbandonare l'area euro "non nella forma ma nei fatti".
A quel punto la Bce taglierà i ponti con la banca centrale greca, interrompendo l'erogazione di prestiti, e deciderà che gli euro emessi in Grecia non possono più circolare nel resto dell'area della moneta unica.
Sapir ricorda che metodi del genere sono già stati impiegati, anche se per un periodo molto breve, nel caso di Cipro.
Il governo di Syriza appena insediatosi si starà certamente preparando a uno scenario simile. "Realizzerà un budget in delicato equilibrio", per quanto sia possibile, cercando di limitare l'impatto che le ingenti spese previste sugli interessi del debito abbiano a cascata sulle altre uscite statali.
Una politica del genere che prevede anche la svalutazione della moneta locale ha senso per la Grecia, ma non per l'area euro, che dovrà affrontare un'altra crisi di sfiducia enorme e un contagio sicuro sugli altri paesi. contagion rapide sur d’autres pays.
Le autorità politiche dovrebbe iniziare a prendere in considerazione che ciò potrebbe accadere per prepararsi all'eventuale "smembramento" dell'Eurozona. Invece, "vivendo in una bolla e praticando una forma di autismo politico, non lo faranno e saranno confrontati alla realtà in maniera molto brutale".
Quanto alla Germania, si trova davanti a un bivio, secondo Sapir, ma le due soluzioni sono entrambe poco incoraggianti. O un rischio di contagio all'interno dell'area euro (e con una pressione sempre più alta ad aumentare i contributi per far sopravvivere l'euro) o all'esterno, con uno smembramento del blocco a 19.
La Germania ha ancora possibilità di scegliere, ma è una scelta tra due mali", scrive Sapir. È probabile che i dirigenti politici sceglieranno la strada meno pericolosa a livello politico ed economico: la rottura dell'area euro. Non conviene a nessuno, ma per i politici tedeschi è la strada preferibile da percorrere delle due che ha davanti.
Per ragioni storiche la Germania non può prendersi carico delle responsabilità e colpe di una simile rottura del blocco a 19. Dovrà fare in modo che siano i greci a risultare responsabili.
In ogni modo il futuro si preannuncia doloroso per la Germania, che si trova sotto lo stesso scacco in cui pensava di aver spinto gli altri paesi membri. Da parte sua l'Europa, che è in un certo senso di proprietà dei tedeschi, ne uscirà indebolita.
Un indebolimento che ha le sue basi nel fatto che la Germania ha condotto una politica del "cavaliere solitario" pretendendo di aderire a dei meccanismi federali.

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