La Mogherini vuole mandare soldati europei in Libia. Reuters

Il ministro Gentiloni: “Non sarebbe un’azione militare interventista”. Possibile coinvolgimento dei Carabinieri

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La Mogherini vuole mandare soldati europei in Libia. Reuters


“L’Alto Rappresentante per la politica Estera Europea, Federica Mogherini, vuole chiedere all’UE di mandare soldati europei in Libia per contribuire a un percorso di riconciliazione nazionale del Paese”. Lo ha scritto l’agenzia di stampa Reuters a poche ore dall’inizio della riunione di ieri del Consiglio degli Esteri dell’Unione europea che si è tenuto a Bruxelles, sottolineando che la richiesta di Mogherini di una missione UE di polizia e monitoraggio in Libia
“ha suscitato lo scetticismo dei governi comunitari che sono preoccupati per i rischi”.   
 
“Mogherini ha ventilato l’idea che i 28 Paesi dell’UE inviino team (di professionisti, ndr) in Libia per monitorare un cessate-il-fuoco o per proteggere gli aeroporti e altre infrastrutture – riferisce Reuters -, se i colloqui portati avanti dall’inviato dell’Onu Bernardino Leon dovessero avere successo”.  Diplomatici europei, citati da Reuters, riferiscono che “i piani di Mogherini porterebbero necessariamente a inviare militari europei in Libia, dove miliziani dello Stato islamico sono presenti”. Stando a funzionari dell’UE ad essere sul tavolo è l’ipotesi che l’Europa mandi nel Paese nordafricano “gruppi di militari e civili. I soldati si occuperebbero di proteggere il governo e i civili di aiutare l’Anti-terrorismo e operare in altri ambiti”. 
 
La missione di polizia e monitoraggio nel Paese nordafricano sarebbe “importantissima”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, parlando a margine del Consiglio, evidenziando però che “non si tratterebbe di una missione militare interventista, ma di un  sostegno militare, meccanismi ausiliari in aiuto al governo libico” per supportare eventuali elezioni o un cessate-il-fuoco, oppure per addestrare le forze di sicurezza. La condizione per cui esista, quindi, è che si arrivi ad un governo di unità nazionale”. E ha aggiunto: “Non agiremo da soli, sarà un lavoro multilaterale, ma l'Italia farà una parte importantissima, ne va del nostro interesse nazionale e della nostra sicurezza”. 
 
Dalle parole di Gentiloni è trapelata la possibilità che i Carabinieri possano essere coinvolti nella missione dell’UE in Libia.  Secondo il titolare della Farnesina l’Arma dei Carabinieri è molto “corteggiata”, ma prima sono “necessari risultati dal punto di vista dei negoziati” in Libia, che riprenderanno giovedì.  In un’intervista al Corriere della Sera l’inviato dell’Onu Bernardino Leon ha anche parlato dell’ipotesi di “missioni di polizia con alto contenuto di specializzazione da schierare in diverse aree molte pericolose”. 
 
Nei giorni scorsi leader politici e attivisti libici si sono riuniti ad Algeri nel quadro del percorso di dialogo sostenuto dalle Nazioni Unite per costruire a un governo di unità nazionale libico. Un percorso iniziato a Rabat, in Marocco, dove per la prima volta i rappresentanti dei due governi libici, di Tripoli e di Tobruk, che si combattono per avere la leadership del Paese,  si sono seduti allo stesso tavolo.
 
Intanto al Palazzo di Vetro a New York sette dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza hanno bloccato la richiesta dei libici di Tobruk di una revoca dell’embargo delle armi per permettere di contrastare meglio i gruppi jihadisti e la decisione è stata rinviata sine die. Lo riferiscono fonti diplomatiche alla Afp. I libici avevano chiesto all’Onu di autorizzare l’importazione di elicotteri, aerei caccia e carri armati, migliaia di fucili di assalto e le loro munizioni da Ucraina, Serbia e dalla Repubblica Ceca. Una missione europea in Libia necessiterebbe sia di una richiesta da parte dei libici, sia da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu, dove il voto favorevole di Russia e Cina è tutt’altro che scontato.  

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