La NATO contro se stessa in Groenlandia

1944
La NATO contro se stessa in Groenlandia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La crisi groenlandese è entrata in una nuova fase il 16 gennaio, quando diversi Paesi europei - Germania, Francia, Svezia, Norvegia e Regno Unito - hanno iniziato a inviare o annunciato l’invio di contingenti militari sull’isola. Una risposta diretta al fallimento dei colloqui di Washington tra Danimarca, Groenlandia e l’amministrazione Trump, che continua a rivendicare la necessità strategica di “ottenere” l’isola. Formalmente si parla di sicurezza artica. Sostanzialmente, siamo davanti a un caso senza precedenti: un alleato NATO che minaccia apertamente l’integrità territoriale di un altro alleato. Trump sostiene che la Danimarca non sia in grado di garantire la sicurezza della Groenlandia, nonostante l’assenza, ammessa anche dai servizi danesi e statunitensi, di minacce imminenti da Russia o Cina.

Per Copenhagen, la risposta è stata misurata ma ferma. Il rafforzamento della presenza militare serve a dimostrare sovranità, non a provocare Washington. Come ha chiarito il comandante delle forze terrestri danesi, Peter Boysen, “per difendere la sovranità serve presenza”. È un messaggio rivolto tanto alla NATO quanto alla Casa Bianca. Secondo diversi analisti, la mossa di Trump resta soprattutto uno strumento di pressione: un’operazione di intimidazione negoziale, con l’obiettivo di strappare accordi commerciali, accesso privilegiato alle risorse e ulteriore libertà operativa militare. L’annessione diretta appare giuridicamente e politicamente complessa, ma il rischio è che la retorica finisca per diventare dottrina.

La frattura europea, però, è evidente. La Polonia ha annunciato che non invierà truppe, rivendicando il ruolo di “mediatore” e ribadendo che “non può esistere una NATO senza gli Stati Uniti”. Una posizione che privilegia l’unità dell’Alleanza anche a costo di accettare l’ambiguità strategica statunitense. Non a caso, Varsavia concentra le proprie priorità sul corridoio di Suwa?ki, vera ossessione dell’est europeo NATO. Il nodo politico è esplosivo: cosa accade se uno Stato NATO minaccia un altro? L’articolo 5 non contempla il caso. Eppure, un decreto reale danese del 1952 impone alle forze armate di reagire a qualsiasi invasione del territorio nazionale. La possibilità di uno scontro intra-alleanza resta remota, ma non più impensabile.

La Groenlandia diventa così il simbolo di un ordine occidentale che scricchiola: tra unilateralismo statunitense, sovranità europea inesistente e una NATO concepita per un mondo che non esiste più. In questo scenario, l’Artico non è solo una frontiera geografica, ma la cartina di tornasole di un’egemonia in crisi.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE "TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA" - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti