La Russia ammette l’invio di truppe in Crimea

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 La Russia ammette l’invio di truppe in Crimea

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Per la prima volta dall’inizio delle tensioni e degli scontri avvenuti in questi ultimi mesi in Ucraina, la Russia ha ammesso ieri di aver inviato truppe in Crimea. Lo scopo, almeno sulla carta e nelle dichiarazioni pervenute, è quello di prevenire eventuali attacchi armati da parte delle Forze ucraine in relazione al referendum sull’annessione della penisola alla Federazione Russa.
 
A rilasciare la dichiarazione è stato Leonid Slutsky, presidente della commissione della Duma per la Comunità degli Stati Indipendenti, l'organismo che raggruppa tutte le Repubbliche ex sovietiche (fatta eccezione per i tre Stati baltici). Lo stesso Slutsky, come scrive ‘Reuters’, ha precisato che il contingente russo interverrà solo e soltanto in caso di attacco armato da parte delle Forze ucraine, in caso queste ultime “arrivassero in Crimea da Kiev per spargere sangue”. Attacco che, peraltro, Slutsky considera “probabile”. “Non ci sarà in ogni caso alcuna guerra”, ha aggiunto. 
 
L’ammissione di invio delle truppe rappresenta una novità, in quanto fino ad oggi il presidente Putin e gli alti funzionari russi avevano sempre insistito nel dichiarare che i soldati presenti in Crimea fossero forze di difesa locali. Tutto ciò mentre Washington ha nuovamente espresso ieri il proprio sostegno a Kiev, e mentre l’Osce ha dichiarato di aver “momentaneamente sospeso” il processo di adesione della Federazione Russa e contestualmente di voler rafforzare la propria cooperazione con l’Ucraina.

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