Russia. Gazprom alla “prova ucraina”

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Russia. Gazprom alla “prova ucraina”

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La crisi attualmente in corso in Ucraina potrebbe essere il più grande banco di prova per le politiche energetiche russe. Questa almeno è l’opinione espressa dall’edizione odierna del ‘Financial Times’, che sottolinea come lo scorso anno il 30% della domanda energetica di gas naturale di tutta Europa sia stata soddisfatta dalla sola Gazprom. Un bel monopolio per qualsiasi azienda. Peccato che metà del gas in questione debba attraversare proprio l’Ucraina, per mezzo di un gasdotto denominato ‘Brotherhood’, ovvero “fratellanza”. 
 
Improvvisamente questo passaggio in territorio ucraino pare decisamente a rischio. L’invasione russa della Crimea avvenuta in questi giorni pone il livello di rischio su un piano diverso, soprattutto per gli azionisti di Gazprom: nella giornata di lunedì le azioni societarie hanno fatto registrare gravi perdite, fino a toccare un preoccupante –17%. I rifornimenti di gas comunque al momento continuano a “scorrere” normalmente, e la preoccupazione principale di Gazprom attualmente sembra essere la negoziazione di un forte sconto sulle tariffe nei confronti di Kiev. 
 
È (anche) per questo che è stato creato il gasdotto ‘Nord Stream’. Senza il “percorso baltico” verso la Germania infatti, circa quattro quinti dell’approvvigionamento europeo di gas fornito da Gazprom passerebbe attraverso l’Ucraina. E i clienti europei, in tutto ciò, vedendo la Russia stringere la propria presa su Kiev, potrebbero dirigersi su altre fonti, tagliando in tutto o in parte le proprie richieste al colosso russo. La Polonia sta già costruendo un terminal per il trasporto di gas dal Qatar, tanto per fare un esempio. Gazprom, dal canto suo, ha dichiarato che si aspetta da ora in poi di controllare un terzo del mercato europeo. Scenario che, allo stato attuale delle cose, appare un po’ improbabile.

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