L'Ue sta stupidamente spingendo la Russia verso la Cina. Marine Le Pen
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In un'intervista al Financial Times, il leader del Front National Marine Le Pen sostiene che "Respingere la Russia come noi europei stiamo stupidamente facendo la sta spingendo nelle braccia della Cina".
Sulla prospettiva che la Francia possa lasciare l'euro, ha detto, "Ci è stato detto che sarebbe catastrofico - che pioveranno rane, che la Senna si trasformerà in un fiume di sangue. Sarà l'apocalisse, secondo Barroso, Juncker e co ... Ci saranno problemi, ma i benefici saranno molto maggiori".
In un'intervista con il Wall Street Journal, David Cameron ha sostenuto invece che l'Occidente ha bisogno di dare una risposta dura, a lungo termine, alla Russia e ha avvertito che lui e altri leader sono pronti a portare le sanzioni "ad un livello completamente diverso".
Sul New York Times, Samuel Carp, responsabile di Russia ed Eurasia presso l'International Institute for Startegic Studies, e Bernard Saucher, di Ufg Asset Manager, sostengono che le sanzioni finiranno per nuocere agli interessi degli Stati Uniti ben più dell'aggressione del Cremlino all'Ucraina”.
I due esperti individuano cinque ragioni dell'inefficacia delle sanzioni:
- stanno escludendo un paese di 140 milioni di persone da quel sistema finanziario e commerciale globale di cui gli Stati Uniti sono primi beneficiari”, e rischiano di far deragliare il processo volto ad integrare la Russia nell'economia globale”.
- gli altri Stati non-alleati degli Usa hanno constatato che la tanto sudata integrazione e legittimazione istituzionale globale può essere rivolta in un attimo contro i paesi che la conseguono
- le sanzioni arrecano un danno maggiore all'impresa privata e ai comuni cittadini e non tanto alle compagnie statali russse;
- la Russia stava per entrare in una congiuntura economica recessiva e Washington ha dato a Putin un pretesto per incolpare nemici esterni per le conseguenze delle decisioni del suo governo.
- le sanzioni sono percepite dai cittadini russi come un attacco diretto dell'Occidente e ciò non fa che aumentare il consenso a Putin e marginalizzare le opposizioni politiche.
Il ministro degli Esteri spagnolo ha invece dichiarato che non è il momento di ampliare le sanzioni contro la Russia. Lo riporta AFP. " Gli accordi di Minsk sono in corso di attuazione e quindi non è il momento di accelerare sulle sanzioni", ha detto José Manuel García-Margallo nel corso di una riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Unione europea a Riga.
Sul New York Times, Samuel Carp, responsabile di Russia ed Eurasia presso l'International Institute for Startegic Studies, e Bernard Saucher, di Ufg Asset Manager, sostengono che le sanzioni finiranno per nuocere agli interessi degli Stati Uniti ben più dell'aggressione del Cremlino all'Ucraina”.
I due esperti individuano cinque ragioni dell'inefficacia delle sanzioni:
- stanno escludendo un paese di 140 milioni di persone da quel sistema finanziario e commerciale globale di cui gli Stati Uniti sono primi beneficiari”, e rischiano di far deragliare il processo volto ad integrare la Russia nell'economia globale”.
- gli altri Stati non-alleati degli Usa hanno constatato che la tanto sudata integrazione e legittimazione istituzionale globale può essere rivolta in un attimo contro i paesi che la conseguono
- le sanzioni arrecano un danno maggiore all'impresa privata e ai comuni cittadini e non tanto alle compagnie statali russse;
- la Russia stava per entrare in una congiuntura economica recessiva e Washington ha dato a Putin un pretesto per incolpare nemici esterni per le conseguenze delle decisioni del suo governo.
- le sanzioni sono percepite dai cittadini russi come un attacco diretto dell'Occidente e ciò non fa che aumentare il consenso a Putin e marginalizzare le opposizioni politiche.

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