Manmohan Singh può ancora fare bene
Il Primo Ministro indiano può ancora passare alla storia come “il grande riformatore”
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È l’India, questa volta, ad essere argomento dell’ultimo intervento di Fareed Zakaria sul blog della CNN, Global Public Square. In “Manmohan Singh can still go out with a bang”, Zakaria esordisce tracciando un quadro poco incoraggiante dell’economia indiana. Il tasso di crescita annuo del Paese è infatti scivolato al 5,3% nel primo trimestre dell’anno, segnando un record negativo nell’ultimo decennio e spingendo molti economisti a rivedere a ribasso le stime della crescita economica del Paese.
Tuttavia, secondo il giornalista del Time, l’India è ancora un’economia altamente promettente. Innanzitutto, motiva l’autore, perché l’India è uno Stato ancora estremamente povero e ha, dunque, notevoli margini di crescita. Il suo PIL pro capite è solo un terzo di quello cinese e ha ancora enormi vantaggi da sfruttare in termini di basso costo del lavoro. La strada per diventare un Paese a reddito medio è infatti ancora molto lunga, continua Zakaria. C’è poi, in India, un’enorme energia imprenditoriale ravvisabile nel successo delle imprese indiane anche in tempi difficili come i nostri. Una crescita riscontrabile anche nel mercato interno e nelle esportazioni negli altri Paesi.
Il problema dell’India, secondo Zakaria, è che ci sono diversi settori in cui l’azione governativa dovrebbe fare dei passi in avanti, ma risente di un sistema di governo centrale estremamente debole e di una coalizione incapace di attuare le riforme dovute. Tuttavia, ora che il Primo Ministro ha assunto anche la carica di Ministro delle Finanze, l’India potrebbe esprimere tutto il suo potenziale. Questo perché, ci spiega Zakaria, il Primo Ministro indiano, Manmohan Singh, già artefice delle riforme indiane del passato, è un uomo che conosce e capisce molto chiaramente i problemi del suo Paese.
Il problema è politico, afferma Zakaria, di un governo politicamente non in grado di fare il suo percorso. Stimolato su tanti fronti, è sempre rimasto inerte invece di dimostrarsi audace, in grado di portare avanti le riforme necessarie al Paese, con l’appoggio del Parlamento dove necessario e tramite la sua sola forza esecutiva, quando possibile.
L’india ha ancora ampi margini di manovra, continua Zakaria, con tassi di interesse più bassi al mondo. Tuttavia necessita di un sistema globale di riforme, che non trascuri nessun settore, dall’agricolo al finanziario. Ed è questa la strada verso la crescita che Singh, giudicato da Zakaria la figura politica indiana più incorruttibile, deve seguire, completando la strada delle riforme iniziata negli anni 90. Solo così passerà alla storia come un grande riformatore indiano e coronerà gli ultimi anni della sua vita politica.

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