Mes, da Berlusconi a Delrio tutti uniti appassionatamente
di Andrea Zhok*
l vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis ha dovuto ammettere che: "Nessuno ha finora chiesto crediti al Mes, e non ci sono ancora segnali che un qualche governo lo voglia fare".
Dovrebbe forse far riflettere che, anche sulla scorta del bell'esempio di waterboarding dato in Grecia, il MES gode di mirabile fiducia in Europa: uno strumento di credito del tutto privo di credito.
Ulteriore materiale di riflessione dovrebbe dare il fatto che in una crisi epocale, con tutte le nazioni affamate di liquidità, gli strumenti di 'aiuto' formulati dai probi gentiluomini che guidano le istituzioni europee sono guardati con la simpatia che si prova verso una tagliola per orsi.
Ma nessuna paura, a cercare di tirare fuori la UE dal suo pantano di credibilità arriva l'allegra brigata dei guastatori italiani:
Delrio e Marcucci: "Incomprensibile un no a priori al MES"
Bersani: "Prima di lasciare 36 miliardi ci penserei".
Renzi: "Useremo tutto, Mes, Sure, recovery fund".
Confindustria: "Bisogna utilizzare tutte le risorse, stop alle polemiche."
Berlusconi: "Ora ci interessa far sì che Conte non commetta gli errori che sta facendo: per esempio quello clamoroso di dire all' Europa sul Mes "faremo da soli" e rinunciare così ad utilizzare i circa 36 miliardi che potremmo ottenere, senza condizioni ovviamente, dal Mes per consolidare il nostro sistema sanitario" (questa è sindrome di Stoccolma).
Con una classe dirigente come la nostra, chi ha bisogno di un'invasione della Wehrmacht.
*Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

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