"Non firmare i provvedimenti", l'appello dell'ex presidente ungherese Solyom a Ader
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Dopo il voto di ieri del Parlamento ungherese che ha approvato le modifiche liberticide alla costituzione volute dal partito di estrema destra del premier Orban, dura, solo a parole, la reazione dell'Unione Europea. In una dichiarazione congiunta il presidente della Commissione europea, Jose’ Manuel Barroso, e il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, hanno dichiarato che le due istituzioni condurranno un dettagliato esame degli emendamenti, anche se sarebbe stato opportuno che questo fosse stato fatto prima del voto del Parlamento.
L’ex presidente della Repubblica Laszlo Solyom ha lanciato un appello dalle pagine del giornale Nepszabadsag, chiedendo al presidente della Repubblica di non firmare i provvedimenti: ”E’ la fine della costituzionalità, dello stato di diritto in Ungheria; mancano i contrappesi di governo e Parlamento”. Il capo dello stato Janos Ader, oggi in visita ufficiale a Berlino per incontrare Joachim Gauck e la cancelliera Angela Merkel. Potrebbe esercitare il suo veto, non firmando le modifiche, ma rinviandole ad un controllo costituzionale della Consulta. Ader è un fedelissimo di Orban e gli esperti dubitano che possa farlo.
L’ex presidente della Repubblica Laszlo Solyom ha lanciato un appello dalle pagine del giornale Nepszabadsag, chiedendo al presidente della Repubblica di non firmare i provvedimenti: ”E’ la fine della costituzionalità, dello stato di diritto in Ungheria; mancano i contrappesi di governo e Parlamento”. Il capo dello stato Janos Ader, oggi in visita ufficiale a Berlino per incontrare Joachim Gauck e la cancelliera Angela Merkel. Potrebbe esercitare il suo veto, non firmando le modifiche, ma rinviandole ad un controllo costituzionale della Consulta. Ader è un fedelissimo di Orban e gli esperti dubitano che possa farlo.

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