Non si può considerare un eroe Edward Snowden
Il governo può raccogliere dati personali su internet. E' un compromesso accettabile
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Non ha senso aver paura delle intrusioni del governo americano nelle proprie vite e non delle cellule che nello Yemen, Afghanistan e Pakistan continuano a pianificare attentati terroristi negli Stati Uniti. Secondo Thomas Friedman in Blowing a whistle dopo l'11 settembre, le libertà civili devono essere mediate con nuovi poteri in mano al governo.
Non si può non temere un abuso sulla privacy, sottolinea il Columnist del New York Times, ma bisogna temere di più quello che i terroristi hanno già dimostrato di poter fare. L'America è una società aperta, ma dopo l'11 settembre si è trasformata per sempre, dimostratasi vulnerabile dopo un attacco terrorista, che nella peggiore delle ipotesi potrà essere nucleare. Se ci fosse un altro caso similare alla caduta delle Torri gemelli, il 99% degli americani sarebbe d'accordo nel ridare al governo ogni potere necessario per impedirne un altro. Per questo, sottolinea Friedman, la gestione dei dati da parte del governo virtuale è il migliore dei compromessi possibili per impedire che un giorno l'amministrazione possa avere la possibilità di utilizzare tutti i poteri necessari.
Non si può considerare un eroe Edward Snowden, colui che ha rivelato tutto il materiale segreto sulla questione. Il governo può proteggere i suoi cittadini da minacce reali senza usare le informazioni che sta raccogliendo. Non è ideale, ma se un nuovo 11 settembre il costo per le libertà civili sarebbe ancora peggiori.
Il nodo focale della questione è quella sollevata in un saggio di David Simon, creatore della serie “The Wire.” per HBO: “il governo sta raccogliendo tutte queste informazioni per la sicurezza pubblica ed i bisogni della società, o lofa in modi che ledono le libertà individuali e quindi violano la privacy”. Abbiamo bisogno di essere costantemente in guardia su eventuali abusi, ma il fatto è che, almeno le ultime due presidenze, conclude Simon, la mole di dati raccolti hanno una base logica in uno sforzo anti-terrorista americano ad impedire attacchi anche minori come quello recente durante la Maratona di Boston.
Per essere sicuri, questi programmi di sicurezza devono essere controllati, in modo da impedire eventuali abusi. Ma l'alternativa possibile potrebbe essere molto peggiore: immaginate, conclude Friedman, quante restrizioni reali ci sarebbero nella società americana se un nuovo attacco della portata dell'11 settembre dovesse ripetersi.

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