Partito Comunista Portoghese: "L'eroica resistenza del popolo siriano ai piani dell'imperialismo"

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Partito Comunista Portoghese: "L'eroica resistenza del popolo siriano ai piani dell'imperialismo"

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di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese (PCP)

da avante.pt

Traduzione di Marx21.it


Per l'imperialismo, il destino della Repubblica Araba Siriana è segnato già da molto tempo. Inclusa ormai da anni dagli Stati Uniti nella lista dei paesi da “abbattere”. Inclusa nel 2002, da John Bolton, nella lista dei cosiddetti “Stati marginali”, la Siria è vittima di un'operazione di destabilizzazione e aggressione dal 2011, sullo stesso modello che ha portato alla distruzione brutale della Libia.



Promuovendo la stigmatizzazione politica, imponendo il blocco economico, lanciando le sue orde terroristiche – portatrici dell'oscurantismo più reazionario e della violenza fascista e responsabili dei più odiosi crimini contro il popolo siriano – e generando i più svariati e falsi pretesti per intervenire, e anche occupare militarmente la Siria, gli USA, con i loro complici in Europa e nel Medio Oriente, hanno cercato di trasformare questo paese in ciò che l'attuale direttore della CIA definisce “Stato fallito”.


Solo la ferma resistenza della Siria e del suo popolo, appoggiati dai loro alleati – in particolare dalla Federazione Russa –, rende possibile contrastare tali tentativi.


Per quanto l'imperialismo, coadiuvato dalla moltitudine dei suoi complici scoperti o camuffati, cerchi di nasconderlo, la situazione in Siria, l'autentica tragedia che si è abbattuta sul popolo siriano, deriva dalla brutale guerra di aggressione degli Stati Uniti e dei loro alleati – che conta sulla connivenza e l'appoggio della NATO, dell'Unione Europea e di alti funzionari delle Nazioni Unite -, in chiaro conflitto con il diritto internazionale, con i diritti del popolo siriano, compreso il diritto alla pace e a decidere, libero da qualsiasi ingerenza, il proprio futuro.


Coloro che consapevolmente nascondono tale realtà, quelli che cercano premeditatamente di confondere gli aggressori con gli aggrediti, i terroristi con le loro vittime, chi attacca la Siria con chi difende il suo paese e il suo popolo, diventano complici dell'aggressione – proprio come si è verificato con l'aggressione all'Iraq e alla Libia.


Difendere il popolo siriano significa esigere la fine della guerra di aggressione contro la Siria e denunciare i suoi responsabili; significa chiedere la fine della giustificazione e dell'appoggio ai gruppi terroristici; significa esigere il rispetto della Carta dell'ONU e del diritto internazionale come condizione per salvaguardare la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale della Siria – compresa la fine dell'illegale occupazione del Golan da parte di Israele – e il rispetto degli inalienabili diritti del popolo siriano; significa ripudiare la deplorevole e subalterna posizione del Governo portoghese ed esigere che, nel rispetto della Costituzione della Repubblica, il Portogallo si smarchi dall'aggressione e sostenga le iniziative in corso per il dialogo, la pace e la cooperazione.


L'aggressione promossa dagli Stati Uniti e dai loro alleati contro la Siria e il suo popolo, non è solo diretta contro questi, ma si inserisce nell'escalation del confronto e dell'aggressione più complessiva contro tutti i paesi e i popoli del mondo che non si sottomettono al dominio egemonico dell'imperialismo statunitense, che, immerso nella crisi, cerca di invertire ad ogni costo il suo relativo declino, di fronte all'immenso processo di riaggregazione delle forze a livello mondiale, in cui la Cina ha un rilievo particolare, e alla lotta dei popoli in difesa della loro sovranità e diritti.


Si impongono l'espressione dell'indignazione e la condanna dell'aggressione degli USA e dei loro alleati. Si impone la solidarietà con la resistenza della Siria, del popolo siriano.

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