Perché il 4 febbraio 1992 parla ancora al Venezuela di oggi

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Perché il 4 febbraio 1992 parla ancora al Venezuela di oggi

A 34 anni dalla Ribellione Civico-Militare del 4 febbraio 1992, il Venezuela continua a celebrare uno dei momenti più decisivi della sua storia contemporanea, quando l’irruzione del Comandante Hugo Chávez segnò un risveglio politico e morale del popolo. La presidente incaricata Delcy Rodríguez ha condiviso una testimonianza personale sul clima di profonda frustrazione che attraversava il Paese alla fine degli anni Ottanta. La rielezione di Carlos Andrés Pérez nel 1988, ha ricordato, fu vissuta da molti come un tradimento, la conferma di un modello puntofijista ormai distante dal popolo.

In quel contesto di disillusione, l’assunzione di responsabilità di Hugo Chávez dopo l’azione militare del 4 febbraio e il suo storico “por ahora” rappresentarono una svolta. Non una sconfitta, ma l’annuncio di un futuro possibile. Un gesto di coraggio che, secondo Rodríguez, aprì un orizzonte di indipendenza, libertà e riconnessione con le radici storiche della nazione. Quel seme continua a vivere oggi nella coscienza collettiva di un popolo che non si arrende e che rivendica la propria sovranità di fronte alle minacce imperialiste.

Dal Cuartel de la Montaña 4F, anche Diosdado Cabello ha guidato gli atti commemorativi in onore del Comandante Chávez, definendo il 4 febbraio una data sacra del calendario rivoluzionario. Un luogo di incontro politico e spirituale dove la militanza rinnova il proprio impegno con chi ha restituito dignità al Paese. Chávez, ha ribadito Cabello, non è solo memoria, ma un riferimento storico vivo. Il suo richiamo costante all’unità resta il pilastro che ha permesso alla Rivoluzione Bolivariana di resistere alle aggressioni e di trasformare le difficoltà in coscienza popolare.

“A partire dal 4 febbraio del 1992, il Venezuela è cambiato per sempre”, ha affermato, sottolineando che la semina del Comandante non è stata vana. Oggi, ha concluso, il Paese resta in piedi, guidato da quella stessa coscienza che nacque con un semplice ma potente “por ahora”.


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