Primo Maggio. L'esultanza (surreale) della Meloni sui salari

4429
Primo Maggio. L'esultanza (surreale) della Meloni sui salari

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Alessandro Volpi*


Buon primo maggio. La presidente Meloni esulta per una "una dinamica dei salari migliore al resto d'Europa", dimenticandosi due dati banalmente molto rilevanti.

Il primo è rappresentato dal fatto che in Italia l'inflazione è tornata a crescere erodendo il potere d'acquisto dei lavoratori e delle lavoratrici, con la conseguenza di una diminuzione dei salari reali. Il secondo si lega al fatto che i salari nel nostro paese sono talmente più bassi rispetto al resto dell'Europa che un rimbalzo quasi inavvertibile in termini nominali dipende proprio dalla pessima condizione di partenza, non certo invertita, appunto, da un dato congiunturale. Peraltro in quel dato medio esiste un'enorme distanza fra la stragrande maggioranza delle retribuzioni che non sono cresciute e una fascia molto limitata di occupati che, per ragioni specifiche, ha conosciuto il già ricordato rimbalzo: un fenomeno questo confermato dalla costante crescita dei cosiddetti "lavoratori poveri". Piuttosto che celebrare l'ennesimo comizio, allora, sarebbe utile considerare un aspetto più generale che certo non giova alle condizioni del mondo del lavoro e neppure al fisco del nostro paese. Dal 2014 ad oggi oltre 3000 aziende di dimensione medio grandi sono passate in mani straniere, in settori fondamentali come l'agroalimentare, la meccanica, le comunicazioni, la moda, il tessile, l'energia, le telecomunicazioni. Altre 2300 imprese sono ormai gestite da fondi, per circa la metà esteri, mentre la presenza azionaria del capitale estero nelle società quotate italiane è determinante. In pratica abbiamo assistito e stiamo assistendo alla perdita di sovranità economica e ad una crescente proprietà finanziaria estera con alcune conseguenze chiare: riduzione della manodopera occupata, trasferimento dei centri direttivi all'estero, subordinazione degli investimenti alle dinamiche della remunerazione trimestrale, totale incertezza sulla durata di tali proprietà finanziarie.

C'è un film surreale, uscito nel 2008, Louis Michel, che racconta una storia molto vera. Un gruppo di operaie, vessate per anni e licenziate in tronco senza motivo, decidono di impiegare la loro liquidazione per assoldare un killer a cui dare il compito di uccidere il "padrone". Ma, purtroppo per loro, trovare il padrone è impossibile perché il "comando" della azienda è praticamente invisibile, diluito in una miriade di passaggi finanziari. Buon primo maggio.


*Post Facebook del 1 maggio 2025
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

L'ora dei forni: l'internazionalismo in tempi difficili di Geraldina Colotti L'ora dei forni: l'internazionalismo in tempi difficili

L'ora dei forni: l'internazionalismo in tempi difficili

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica di Giuseppe Giannini L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti