Proteste in Turchia per la prescrizione del massacro Sivas

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Proteste in Turchia per la prescrizione del massacro Sivas

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Manifestazioni in tutta la Turchia dopo la decisione dell'Alta Corte Penale che ha deciso per la prescrizione degli accusati del massacro di Sivas del 1993. La polizia è dovuta intervenire soprattutto ad Ankara per impedire degenerazioni di violenze delle proteste. Nel luglio del 1993, una folla di 20.000 sunniti diede alla fiamme l'hotel Madimake, dove si erano riuniti cantanti, scrittori e filosofi per celebrare la festa di Pir Sultan Abdal, importante figura storico-culturale Alevita. La polizia arrestò 31 presunti responsabili di 33 morti e centinaia di feriti condannandoli a morte. Pena divenuta poi ergastolo, fino alla decisione di prescrizione di oggi. 
Dura l'opposizione contro l'Akp di Erdogan. “È una vergogna che non si siano potuti catturare i responsabili a causa della prescrizione – ha detto il leader del partito repubblicano Kemal Kilicdaroglu -. Non è possibile accettare una situazione simile. Questo verdetto non si addice a una Turchia libera, un Paese che attribuisce una tale importanza ai diritti umani”. I famigliari delle vittime hanno già annunciato il ricorso in appello e, insieme agli attivisti dei diritti umani chiedono che al massacro sia riconosciuta la definizione di crimine contro l’umanità, al fine di impedire la prescrizione.

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