Protezione o trappola? Il doppio volto della presenza USA nel Golfo

331
Protezione o trappola? Il doppio volto della presenza USA nel Golfo

La guerra contro l’Iran ha reso visibile una struttura consolidata, fatta di gerarchie di potere, territori esposti alla distruzione e infrastrutture pensate per sostenere il dominio strategico. Per decenni, molti Paesi arabi hanno costruito la propria sicurezza attorno alla presenza militare statunitense, tra basi, sistemi di difesa integrati e forniture di armamenti. Questo modello è stato presentato come protezione, ma nella pratica ha funzionato come un meccanismo di dipendenza, limitando l’autonomia regionale e incanalando le dinamiche di sicurezza dentro un quadro dominato da Washington.

In questo contesto, l’Iran è stato sistematicamente rappresentato come minaccia, non tanto per la sua capacità espansionistica quanto per la sua autonomia politica rispetto all’ordine imposto. La conseguenza è stata la costruzione di un sistema non orientato a risolvere i conflitti, ma a gestirli in modo permanente, mantenendo una tensione utile alla stabilità dell’egemonia. Le infrastrutture militari USA nella regione - basi, porti, reti radar - appaiono in tempo di pace come strumenti di deterrenza. Ma in tempo di guerra rivelano la loro natura reale: nodi operativi di un sistema di potere.

Non a caso diventano bersagli prioritari, trasformando i territori che le ospitano in fronti attivi del conflitto. Emblematica è la situazione dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota fondamentale del petrolio mondiale. L’escalation militare in quest’area mostra una profonda asimmetria: i rischi economici e di sicurezza ricadono sui Paesi della regione, mentre le decisioni strategiche restano esterne. Anche gli accordi di normalizzazione tra Israele e diversi Paesi arabi si inseriscono in questa logica. Presentati come strumenti di pace, hanno in realtà consolidato un sistema di integrazione militare e politica sotto egemonia statunitense, rafforzando una struttura già esistente più che modificarla. Il risultato è una contraddizione sempre più evidente: gli Stati che ospitano questa architettura di sicurezza finiscono per diventare parte del problema che cercano di evitare.

Le garanzie di protezione si trasformano in vulnerabilità, e la sicurezza promessa si intreccia con il rischio di essere coinvolti direttamente nel conflitto. La guerra in corso, dunque, non segna la nascita di un nuovo ordine regionale. Piuttosto, mette a nudo un sistema fondato su dipendenza, gerarchia e uso strutturale della forza, in cui la violenza non è un’eccezione, ma uno degli strumenti attraverso cui l’ordine stesso si mantiene.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria di Giuseppe Masala Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Netanyahu e i video virali sul web di Francesco Santoianni Netanyahu e i video virali sul web

Netanyahu e i video virali sul web

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Referendum, guerre e bambini nel bosco di Alessandro Mariani Referendum, guerre e bambini nel bosco

Referendum, guerre e bambini nel bosco

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti