Putin accusa gli Stati Uniti di coprire il traffico di petrolio dell'Isis
Con un riassunto di tutte le prove visive del collegamento tra il commercio illegale e altamente redditizio del greggio iracheno e siriano rubato dall'Isis e la Turchia.
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Mercoledì scorso, il Ministero della Difesa russo ha tenuto una lunga presentazione in cui ha mostrato al mondo prove convincenti visive del collegamento tra il commercio illegale e altamente redditizio del greggio iracheno e siriano rubato dall'Isis e la Turchia.
Ecco alcuni punti salienti, in una ricostruzione riproposta oggi da Zero Hedge:
Dopo aver caricato il petrolio, un convoglio di camion nella zona est della Siria si dirige verso la Turchia in direzione di Al-Qamishli:



18 ottobre: nella regione Drer-ez-Zor un immagine satellitare rivela 1772 camion di petrolio:



14 novembre: nelle regioni Tavan e Zaho, nella zona in cui le forze della coalizione sono attive, si può vedere un raduno di camion di petrolio:

28 novembre: nella regione di Kara-Choh sul territorio di una raffineria di petrolio si possono vedere 50 camion di petrolio:


I percorsi del presunto contrabbando di petrolio dalla Siria e Iraq per la Turchia:

Una parte consistente del greggio da est Siria arrivano in una raffineria in Batman, Turchia (a 100 km dal confine con la Siria):

La presentazione da parte del vice ministro della Difesa Anatoly Antonov ha mostrato quindi i camion, gli attacchi aerei e le mappe in dettaglio del traffico del petrolio rubato. E' stato l'ultimo schiaffo per Erdogan, il leader del regime turco che sta lottando per convincere gli alleati della Nato che le accuse del Cremlino siano infondate.
Il regime statunitense ha scelto fino ad oggi di difendere quello turco. Il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner ha dichiarato che gli Stati Uniti sono convinti che Ankara "non è complice nel contrabbando di petrolio Stato islamico." La Russia sembrava voler lasciare questa dichiarazione senza risposta, ma poi ieri Mosca ha accusato gli Stati Uniti di partecipare alla copertura del traffico. "I nostri colleghi del Dipartimento di Stato e del Pentagono hanno confermato che le foto a prova del collegamento che abbiamo presentato in una conferenza [2 dicembre], siano autentiche. Tuttavia, gli Stati Uniti affermano che 'non vedono i valichi di frontiera con autobotti che attraversano la frontiera,'. Fa sorridere, se non altro perché le foto e le immagini sono ancora li", ha dichiarato il Maggiore Generale Igor Konashenkov, un portavoce del ministero della Difesa. "Noi consigliamo alla parte americana di vedere come i camion cisterna non solo passino i posti di blocco al confine con la Turchia, ma non si fermano proprio".
Un anonimo funzionario del Dipartimento di Stato aveva dichiarato a Reuters Venerdì che le foto russe delle migliaia di camion cisterna di petrolio in Siria erano autentici [ma] ha sottolineato che non ha visto "l'immagine del valico di frontiera con i camion che attraversano la confine, e questo perché [gli Stati Uniti non] crediamo che esiste. "
Beh, la foto è questa:
"Le dichiarazioni del Pentagono e il Dipartimento di Stato sembrano un teatro dell'assurdo", fanno sapere dal Ministero della Difesa russo, prima di notare che Washington dovrebbe "guardare i video ripresi dai loro droni che recentemente sono triplicati al confine Turchia-Siria e sopra le zone petrolifere". Che, per inciso, ironizza Zero Hedge, è un tentativo di deridere Washington per il voler aumentare il numero di droni di monitoraggio della situazione senza poi mostrare nulla.
All'inizio di questa settimana, la Russia ha detto che nonostante le affermazioni di Washington, gli Stati Uniti e i suoi partner non stanno bombardando le infrastrutture petrolifere dell'ISIS o i suoi convogli.
All'inizio di questa settimana, la Russia ha detto che nonostante le affermazioni di Washington, gli Stati Uniti e i suoi partner non stanno bombardando le infrastrutture petrolifere dell'ISIS o i suoi convogli.
Nel caso in cui quanto sopra non è abbastanza chiaro, dalla pagina Facebook del Ministero della Difesa russo leggiamo: "Quando i funzionari degli Stati Uniti dicono di non vedere come il petrolio dei terroristi è contrabbandato alla Turchia... appare come un desiderio di coprire questi atti. "
Zero Hedge scrive come sia palese come Washington abbia facilitato l'arrivo di convogli di petrolio dell'ISIS in uno sforzo per garantire che il gruppo terrorista mantenesse il finanziamento di cui ha bisogno per continuare a destabilizzare la Siria e il governo di Assad e al fine di preservare i rapporti amichevoli con Ankara che beneficia del traffico di greggio clandestino, tanto dal Kurdistan che dallo Stato islamico.
La Russia ha fatto crollare però con il suo intervento in Siria tutto il castello di carte e, tassello dopo tassello, ha fatto emergere lo sforzo coordinato per facilitare il finanziamento del terrorismo internazionale attraverso la creazione e il mantenimento di rotte di contrabbando per circa 50.000 b / g di petrolio saccheggiato dai giacimenti in Siria orientale e nord dell'Iraq. L'Italia, per il suo servilismo e per la sua partecipazione ad un'alleanza militare con paesi responsabili di tutto questo, rischia di essere travolta da scenari apocalittici se non se ne tira fuori il prima possibile.

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