Putin agli europei: l’Ucraina compra il nostro gas con i vostri soldi
Mentre Kiev privatizza il settore energetico (riforma imposta), i contribuenti europei (italiani) saranno chiamati a pagare il gas di un paese extra-europeo
di Eugenio Cipolla
La notizia, stavolta buona, per il popolo ucraino è che, dopo mesi di duri negoziati e aspri scontri, Russia, Ucraina e Commissione europea hanno trovato un accordo sul gas per il “pacchetto invernale”. Ad annunciarlo ieri è stato lo stesso ministro dell’Energia della Federazione russa, Alexander Novak, il quale, nel corso di una conferenza stampa, ha spiegato che adesso la palla passa nelle mani dei tribunali ucraini, in quanto il protocollo firmato da Maros Sefcovic, commissario Ue per l’Energia, e Volodymyr Demchyshyn, suo omologo ucraino, si basa su contratti già in essere e ne dovrà dunque essere verificata la conformità con la legge di Kiev.
Problemi non ce ne dovrebbero essere. «La ratifica dovrebbe essere approvata già in settimana», ha spiegato Demchyshyn. Il pacchetto regola le condizioni alle quali l’Ucraina comprerà due miliardi di metri cubi di gas dalla Russia per una somma che si aggira attorno ai 500 milioni di euro. Mosca sconterà a Kiev, come già deciso di recente da Dmitry Medvedev con un decreto governativo, venti dollari per ogni mille metri cubi di gas acquistati. «Noi ci aspettiamo che l’Ucraina cominci i pagamenti per il nostro gas già a partire dal primo ottobre», ha detto ai giornalisti Alexei Miller, capo di Gazprom.
L’accordo si incrocia con la nuova legge “sul mercato del gas naturale”, messa a punto dal governo Yatsenyuk, che entrerà in vigore domani in Ucraina e che farà perdere il monopolio della fornitura e della vendita di gas alla società statale Naftogaz. «Lo scopo principale della legge è la creazione di un ambiente competitivo ed efficace nel mercato del gas naturale, tenendo conto dei requisiti di base della legislazione Ue», si legge in una nota esplicativa diffusa dall’ufficio stampa del governo. La legge prevede la creazione di un mercato di gas naturale vero e proprio in base ai principi della libera concorrenza. Non solo, perché Naftogaz verrà scorporata e divisa in due società, una che si occupa di fornitura e l’altro del trasporto e degli impianti di stoccaggio sotterraneo (affare attualmente gestito da Uktransgaz, al 99% di Naftogaz). «Stiamo costruendo un sistema non monopolizzato pienamente europeo del mercato del gas naturale, dove il cliente stesse può determinare da chi acquistare la fornitura», ha detto un entusiasta Arseniy Yatsenyuk, illustrando l’ennesima riforma imposta da Bruxelles.
Ed è proprio da Bruxelles, a sentire Vladimir Putin, che partiranno i bonifici con i soldi che l’Ucraina dovrà girare a Mosca. «Inizialmente – ha detto il presidente russo spiegando i termini dell’accordo sarà possibile attingere al volume rimanente di gas pompato negli impianti di stoccaggio sotterraneo per 500 milioni. Ma poi ci sarà bisogno di pagare per tutto l’inverno per le forniture russe, per circa 3 miliardi di dollari. Da dove prendono i soldi senza l’assistenza europea? Se in questo accordo c'è l'obbligo di fornire finanziamenti da parte europea, è di fondamentale importanza». Insomma, a pagare il gas di uno Stato extra-Ue saranno proprio gli europei. Anche perché i soldi nelle casse di Kiev continuano a scarseggiare. Lo scorso venerdì l’agenzia di rating S&P ha declassato il rating dell’Ucraina a “selective default”. Il che lascia poco spazio all’immaginazione su quale sia realmente la situazione economica dell’ex repubblica sovietica.

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