Romania: referendum manca il quorum. Basescu salvo, ma rischio instabilità

La lotta politica interna continuerà. Per Ponta "non si può ignorare la volontà di milioni di romeni"

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Romania: referendum manca il quorum. Basescu salvo, ma rischio instabilità

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Il referendum svoltosi domenica in Romania sulla mozione di impeachement contro Basescu votata dal Parlamento si è rivelata una vittoria per il presidente rumeno sotto accusa. 
Senza il quorum, il controverso primo cittadino della giovane democrazia, da cinque anni socia dell’Ue, potrà restare in sella («Abbiamo sventato un tentativo di colpo di Stato», il suo commento a caldo), soluzione che non placherà lo scontro politico. E infatti Ponta ha ribadito che comunque «non si può ignorare la volontà di milioni di romeni». I dati ufficiali pubblicati ieri sera hanno attestato i tasso di partecipazione al referendum al 45,92% - con il mancato raggiungimento del quorum del 50% più uno necessario  - ma con 7 milioni di romeni, quasi il 90 per cento degli elettori, a favore della destituzione del capo di Stato. Il che prospetta una nuova fase di instabilità, con l'impopolarità di Basescu certificata dalle urne, ma non valida costituzionalmente. 
La Romania rischia di entrare in una fase di nuova, ulteriore instabilità dopo le settimane di braccio di ferro istituzionale che hanno portato al referendum. In piazza a Bucarest le manifestazioni di protesta contro il Capo dello Stato sono continuate ben oltre la fine del voto. È lo scontro fra due mondi, la più dura querelle politica del paese dalla caduta del regime di Ceausescu nel dicembre 1989. La diatriba politica fra il presidente conservatore e il premier socialdemocratico ha paralizzato la repubblica in un momento congiunturale insidioso. Basescu, ex capitano di Marina, già ministro dei Trasporti e sindaco di Bucarest, è stato più volte accusato di usare il potere per fini personali e in modo autoritario, oltre che di essere stato collaboratore della polizia segreta di Ceausescu. 
Il parlamento il 6 luglio ha votato la sospensione di Basescu per trenta giorni: il primo ministro socialista Ponta accusa l’ex presidente di abusare della propria posizione per ingerirsi nella vita parlamentare ; per Basescu, al contrario, Ponta sta tentando un colpo di stato minando l’autonomia del potere giudiziario. Nella lotta istituzionale rumena è intervenuta con forza anche la voce di Bruxelles. “Ponta sta scuotendo la fiducia”, il monito del presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, che la dice lunga sulla scarsa stima che a livello europeo si nutre verso il primo ministro romeno e lasciano intendere che nei prossimi tempi l’Ue marcherà a vista la Romania. 

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