Sondaggio EMG: la Lega Nord oltre il 10% dei consensi

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Sondaggio EMG: la Lega Nord oltre il 10% dei consensi

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di Simone Nastasi
 
Se si andasse a votare domani mattina, la nuova Lega Nord di Matteo Salvini, apertamente contraria alla permanenza nella moneta unica, guadagnerebbe oltre il 10%. Lo rivela un sondaggio elaborato da Emg per il Tg La7 di Enrico Mentana. Il Carroccio compie quindi un balzo in avanti di oltre 3 punti percentuali rispetto al risultato delle ultime elezioni europee quando la percentuale di voti ottenuti da Salvini e compagni era stata di poco superiore al 6%. 
 
Stando ai dati rilevati dal sondaggio, tra i partiti italiani è soltanto la Lega ad aumentare il suo bacino di consensi dato che gli altri partiti più importanti o restano stabili oppure, addirittura, perdono qualche consenso. Il Pd di Matteo Renzi resta “fermo” ad una seppur altissima percentuale di consensi che si attesta intorno al 40,7%, di poco in calo rispetto al 40,8 conseguito alle Europee. Perde qualche punto anche il Movimento 5 Stelle che passa dal 21,2 al 20,9 così come Forza Italia che invece rispetto alle altre due compagini più importanti nello scacchiere politico attuale, registra un calo di consensi di 2,5 punti percentuali, passando dal  16,8 al 14,3. Il resto dei partiti, i “partitini”, come l’Ncd di Alfano o Fratelli d’Italia-An ottengono rispettivamente il 3,1 e il 2,9. 
 
Il partito di Giorgia Meloni accuserebbe così un calo dello 0,8 rispetto alle elezioni di maggio. Ma stando a questi numeri, un dato interessante verrebbe fuori se il ragionamento sulle previsioni di voto si spostasse dal partito e il suo leader, ai programmi. A quel punto, quello che si scoprirebbe sarebbe la crescita complessiva di quei partiti che nei loro programmi hanno inserito o una revisione delle regole europee oppure come proprio nel caso della Lega di Salvini, ma non solo, un’uscita dalla moneta unica. Infatti se Beppe Grillo e Matteo Salvini lo hanno detto apertamente,  cioè di uscire dalla moneta unica, negli ultimi tempi anche Silvio Berlusconi è tornato a mostrarsi molto critico nei confronti dell’euro, dettando persino le condizioni per rimanerci. 
 
Se quindi  facessimo la somma dei voti totali ottenuti da tutti questi partiti, critici verso l’Europa o contrari alla moneta unica, secondo i numeri attuali, il risultato complessivo sarebbe all’incirca del 48% di consensi. Otto punti in più del Pd di Matteo Renzi che in questo momento, fatti i dovuti distinguo tra le varie anime all’interno del partito, sarebbe ancora il primo partito italiano favorevole alla permanenza nell’euro. E due punti in meno rispetto alla maggioranza assoluta dei consensi. In sostanza metà dell’elettorato vorrebbe che le cose cambino. A partire dall’euro e dall’Europa.

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