Soros entusiasta della pandemia. "E' un momento rivoluzionario"

Il coronavirus ha offerto a Soros e alle élite internazionale di cui partecipa un insperato “momento rivoluzionario”, “unico” nel suo genere, come sottolinea, che può riconsegnare loro il Potere globale in parte perduto

40941
Soros entusiasta della pandemia. "E' un momento rivoluzionario"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



Piccole Note
 


George Soros sembra entusiasta della pandemia che imperversa nel mondo. In un’intervista a Project Syndacate, nella quale ovviamente si duole del flagello che sta mettendo “in pericolo la sopravvivenza della nostra civiltà”, ne intravede però degli aspetti più che positivi.
 

“Già prima che scoppiasse la pandemia – prevedeva Soros – mi ero reso conto che ci trovavamo in un momento rivoluzionario in cui ciò che sarebbe stato impossibile o addirittura inconcepibile in tempi normali non solo era divenuto possibile, ma forse anche assolutamente necessario. Poi è arrivata la COVID-19, che ha sconvolto radicalmente la vita delle persone e imposto una condotta di vita molto diversa. Si tratta di un evento senza precedenti che probabilmente non si è mai verificato in questa combinazione”.


Non si lascia andare a previsioni sul futuro, data l’incertezza del presente, ricordando, ad esempio, che la seconda ondata della spagnola fece più vittime della prima, e che il vaccino arriverà tardi e comunque il coronavirus tornerà a colpire in forma mutata, da cui una vaccinazione perpetua.


Previsioni da virologo che in realtà hanno dubbia valenza scientifica, ma che comunque devono essere lette con l’interesse del caso.


Il virus contro Trump e Xi


L’entusiasmo di Soros tocca l’apice quando accenna ai rovesci che il virus ha causato ai due leader politici che aveva individuato come nemici da abbattere. Così sul presidente degli Stati Uniti: “Sta letteralmente lottando per la sopravvivenza. Aggiungerei anche che confidavo che Trump si sarebbe auto-distrutto, e che ha superato le mie migliori aspettative”.


In realtà Trump non si è affatto auto-distrutto: se non ci fosse stata la pandemia sarebbe sicuramente stato rieletto alla Casa Bianca, come riconoscevano tutti gli analisti del mondo. È stato distrutto ( o almeno rischia) dal virus, che è tutt’altro.


Interessanti anche le considerazioni sulla Cina, con la quale taluni auspicano un coordinamento per contrastare il virus. Soros spiega di non condividere tale idea, perché la Cina è guidata da un dittatore, Xi Jinping.


Xi, spiega Soros, ha fatto l’errore di trasformare la propria carica a vita. Dopo tale mossa, secondo lo speculatore, se da un lato l’ha è più forte, “dall’altro è estremamente debole e ora, forse, anche vulnerabile”.


Non è meglio spiegato perché il leader cinese ora sarebbe più vulnerabile, ma è ovvio che Soros si riferisce ai danni prodotti all’economia del Dragone dalla pandemia e soprattutto al nuovo – ancora relativo – isolamento di Pechino provocato dalla guerra di propaganda scatenata dall’amministrazione Trump, basata sul “virus cinese”.


Si può notare la contraddizione insita in quanto espone Soros: da una parte egli non sa contenere la gioia per le difficoltà in cui si sta dibattendo Trump, e dalla sua probabile fine, dall’altra è contentissimo della direttrice che egli ha imposto alla politica estera Usa: lo scontro alzo zero con Pechino, infatti, ha reso Xi Jinping “più vulnerabile”. Tali le contraddizioni della geopolitica e tali gli esiti imprevisti della scelta politica di Trump, che di fatto sta facendo il gioco dei suoi nemici più irriducibili.


Il coronavirus e la Finanza globale


Non si tratta solo del destino di due leader politici, ma anche dei destini del mondo. Ai decenni in cui il pianeta è stato dominato dalla grande Finanza, di cui Soros è portavoce (compito che svolge, va detto a suo merito, con brutale franchezza) sono seguiti anni nei quali si è registrato un ritorno della Politica, con la Brexit, ma soprattutto la vittoria di Trump.


Un ritorno al quale ha contribuito anche la presidenza di Xi, la cui carica è diventata vitalizia in coincidenza con il cambiamento di assetto della Cina, che si è proposta come potenza geopolitica a proiezione globale, uscendo dall’angolo nel quale era stata confinata, così che non desse disturbo, dal Potere finanziario mondiale.


Così la sorte dei leader della due superpotenze globali, in quanto esponenti della Politica che ha la pretesa di primazia sulla finanza, appare strettamente legata. E la caduta dell’uno, rafforzando la presa della Finanza globale, giocoforza indebolirà l’altro.


Soros si dilunga poi sui suoi rapporti con le élite cinesi ai quali la forte presidenza di Xi ha tolto potere, riferendo il loro malcontento. Tali rapporti dovrebbero preoccupare il presidente cinese, dato che l’oligarca indulge a sostenere in vari modi, soldi e altro, moti rivoluzionari contro leadership indesiderate, come avvenuto per in Europa dell’Est e altrove.


Il cenno di Soros spiega forse anche l’assenza sulla scena di Xi, per alcuni giorni, all’apparire del virus a Wuhan. Forse temeva qualche disturbo all’interno del suo Paese…


Ma al di là, resta che il coronavirus ha offerto a Soros e alle élite internazionale di cui partecipa un insperato “momento rivoluzionario”, “unico” nel suo genere, come sottolinea, che può riconsegnare loro il Potere globale in parte perduto.


Infine, Soros accenna alle vicende europee, ma appaiono secondarie dato che i destini del mondo si giocano altrove, in scontri i cui esiti, se andranno secondo le direttrici auspicate dall’oligarca, avranno conseguenze virali.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

L'interregno globale e le faglie dei BRICS di Geraldina Colotti L'interregno globale e le faglie dei BRICS

L'interregno globale e le faglie dei BRICS

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti