Spagna: dopo il declassamento di Fitch pronta a chiedere gli aiuti UE

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Spagna: dopo il declassamento di Fitch pronta a chiedere gli aiuti UE

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Declassamento drastico da parte dell’agenzia di rating Fitch per il debito spagnolo giovedì: in un solo colpo la Spagna è passata dal giudizio “A” a “BBB“, con l’aggiunta di outlook negativo (cioè una previsione di peggioramento). La nota dell’agenzia spiega che la decisione è motivata da una serie di fattori, in primis il costo della ristrutturazione e della ricapitalizzazione delle banche spagnole, stimato in 60 miliardi di euro, pari al 6 per cento del Pil di Madrid (ma il costo finale, ammonisce Fitch, potrebbe salire a 100 miliardi). Inoltre la crescita del rapporto debito-Pil che potrebbe toccare nel 2015 il 95 per cento; la recessione in atto che potrebbe durare per tutto il 2012 e 2013, contrariamente alle aspettative precedenti di una modesta ripresa il prossimo anno. Infine c’è il rischio di contagio dalla crisi greca e la ridotta flessibilità finanziaria del governo di Madrid.
Prima del declassamento, dalla Fitch hanno fatto sapere per voce del direttore generale Edward Parker che “se la Grecia uscisse dall’euro i rating di Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro verrebbero abbassati in modo automatico e tutti i paesi dell’Eurozona verrebbero messi sotto osservazione per un eventuale downgrade”. Secondo il Fondo monetario internazionale invece per ricapitalizzare le banche spagnole sarebbero necessari circa 40 miliardi di euro oltre alla somma che gli istituti possono raccogliere sul mercato. La cifra complessiva necessaria per ricapitalizzare le banche spagnole sarebbe quindi di 90 miliardi per l’Fmi, di cui solo 50 possono essere raccolti sul mercato.
Standard & Poor’s stima le sofferenze degli istituti di credito iberici tra gli 80 e i 112 miliardi nel periodo 2012-2013. L’agenzia calcola che 60 miliardi di perdite potrebbero venire assorbiti dagli stessi istituti mentre altri 10 verrebbero coperti dal Fondo di garanzia della Spagna cosicchè la quota a carico del governo di Madrid o dell’Ue diventerebbe poco onerosa e riguarderebbe pochi istituti.
A questo punto, funzionari senior e Ministri delle Finanze dei Paesi membri dell'Unione Europea avranno una serie di contatti via conference call domani mattina su un piano di aiuto per la Spagna, ai quali fara' seguito nel prosieguo della giornata di domani una conference call tra i Ministri delle Finanze dei Paesi dell'Eurozona. E' quanto affermano fonti governative europee citate da Dow Jones, secondo le quali non e' ancora chiaro se la Spagna intenda chiedere gia' ora aiuto all'Europa, mentre appare piu' probabile che una richiesta ufficiale da Madrid giunga al termine della conference call. Un intervento a sostegno della Spagna, continuano le stesse fonti, appare ormai scontato, sopratutto dopo il taglio del rating sovrano di tre gradini deciso ieri da Fitch Ratings, ma non e' stato ancora definito quale forma dovra' assumere.

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