Troppo ottimismo sulla tenuta dell'euro
Servono tra i 10 ed i 20 anni di austerità ad Atene per restare nell'euro. Ce la farà?
2176
In una recente intervista ad Harriet Torry, giornalista del Wall Street Journal, Nouriel Roubini commenta l'annuncio di buy back della Grecia e la retorica più morbida della Germania sul futuro dell'unione monetaria.
Nonostante l'ottimismo di fondo crescente sulla tenuta dell'euro, i difetti fondamentali nella strutturazione della moneta unica e dentro il modello economico greco restano invariati. Roubini aveva previsto in precedenza che la Grecia sarebbe uscita dalla moneta unica nel 2013 a causa della congiunta crisi di competitività, bancaria, fiscale e sovrana.
I problemi della Grecia sono di lungo termine, sottolinea Roubini, e servono tra i 10 ed i 20 di austerità e riforme per stabilizzare la situazione di Atene e quindi “devi dare i soldi ed avere molta pazienza”. I leader europei hanno speso numerosi summit per evitare che Spagna ed Italia emulassero l'esperienza della Grecia e facilitare un'uscita ordinaria di Atene. Ma quest'ultima non è stata giudicata un'opzione percorribile dal governo Merkel prima delle elezioni tedesche previste per il 2013. “Penso che se i tedeschi avessero percepito come opzione il collasso disordinato dell'eurozona, la perdita ed il danno non sarebbe stato solo per la Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna – ma anche per la Germania che, come creditore principale, avrebbe visto le sue istituzioni finanziarie e governo avere il peso della bancarotta. Un collasso disordinato dell'eurozona non è nell'interesse di nessuno.”, ha chiosato Roubini
I problemi della Grecia sono di lungo termine, sottolinea Roubini, e servono tra i 10 ed i 20 di austerità e riforme per stabilizzare la situazione di Atene e quindi “devi dare i soldi ed avere molta pazienza”. I leader europei hanno speso numerosi summit per evitare che Spagna ed Italia emulassero l'esperienza della Grecia e facilitare un'uscita ordinaria di Atene. Ma quest'ultima non è stata giudicata un'opzione percorribile dal governo Merkel prima delle elezioni tedesche previste per il 2013. “Penso che se i tedeschi avessero percepito come opzione il collasso disordinato dell'eurozona, la perdita ed il danno non sarebbe stato solo per la Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna – ma anche per la Germania che, come creditore principale, avrebbe visto le sue istituzioni finanziarie e governo avere il peso della bancarotta. Un collasso disordinato dell'eurozona non è nell'interesse di nessuno.”, ha chiosato Roubini
E' fondamentale, conclude l'economista, che le misure d'austerità vengano interrotte, dati gli effetti deleteri delle politiche di crescita dirette dal cuore dell'eurozona e dalla troika sui paesi della periferia.

1.gif)
