«un-American»

5747
«un-American»

Esiste una parola che accomuna democratici e repubblicani americani e che infatti viene continuamente usata da Harris e da Trump per denigrare l’avversario. Si tratta di «un-American», privo di equivalente in italiano in quanto imputa a chi ne sia colpevole l’infamia non di opporsi agli Stati Uniti (quello che da noi sarebbe un «antitaliano») ma di non essere pienamente americano. La forza dell’aggettivo (e del conseguente sostantivo, «un-Americanism» è indubbia: l’unico modo per sottrarsi alla vergogna è negare l’accusa, ossia affermare la propria incondizionata approvazione per ciò che gli Stati Uniti si credono e vogliono apparire.

Questa è la ragione per cui domani alle elezioni voterò per un candidato indipendente: Harris e Trump sono la stessa cosa, come Schlein e Meloni in Italia. Perché l’irrinunciabile fondamento delle loro posizioni politiche è l’americanismo, ossia, a voler arrivare al suo (per dirla aristotelicamente) motore immobile, la libertà individuale. «Un-American» significa non liberista, non liberal, non libertario: dunque contrario al consumismo compulsivo (compro ergo sono), alla mobilità compulsiva (mi sposto ergo sono), all’egoismo privato (sono quello che voglio essere ergo sono). Chiunque ancora osi credere in ideali che non siano quelli della crescita finanziaria, in comunità che non siano quella globale e virtuale, in tecnologie che non siano quelle imposte dalle multinazionali e dai loro apparati mediatici, in popoli che non siano quello naturale e universale, insomma chi ancora si riconosca in tradizioni, religioni e culture estranee al culto del nuovo fine a sé stesso, è «un-American» e probabilmente un fascista o un terrorista.

Ora, che agli americani piaccia sentirsi eccezionali, unici, superiori a chiunque altro, e che per riuscire a convincersi di esserlo debbano demonizzare o criminalizzare qualsiasi dissenso, sono fatti loro. Già il concederglielo è un atto «un-American», in quanto implicitamente nega l’assolutezza della loro posizione. Il passo successivo, necessario, è che l’Italia (e tutte le altre nazioni, regioni e comunità del pianeta) dimostrino un’identica capacità di definire autonomamente la propria identità, dunque nella fattispecie di considerare non-italiano chiunque non si conformi, chiunque non voglia appartenere. La vera diversità non è l’arcobaleno, ossia la dittatura di un ristretto numero di valori politicamente corretti e identici ovunque («oggettivamente», «scientificamente»); la vera diversità è la reale indipendenza delle culture: tolleranti e curiose una dell’altra proprio perché non identiche e non in competizione.

Non smetterò di credere che questo sia possibile: da Gramsci ho imparato l’ottimismo della volontà. D’altra parte lo spettacolo di milioni di italiani che si sentono emancipati per aver sostituito la festa dei morti e quella di Ognissanti (molto «un-American») con Halloween, costringe a un sano pessimismo della ragione.

Francesco Erspamer - Post Facebook del 4 novembre 2024

Francesco Erspamer

Francesco Erspamer

 

Professore di studi italiani e romanzi a Harvard; in precedenza ha insegnato alla II Università di Roma e alla New York University, e come visiting professor alla Arizona State University, alla University of Toronto, a UCLA, a Johns Hopkins e a McGill

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La Gaza di Blair di Loretta Napoleoni La Gaza di Blair

La Gaza di Blair

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou   Una finestra aperta I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza di Francesco Santoianni "Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana di Raffaella Milandri Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente di Francesco Erspamer  Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Ponte sullo stretto e questione meridionale di Paolo Desogus Ponte sullo stretto e questione meridionale

Ponte sullo stretto e questione meridionale

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino di Gao Jian Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Situazione grave (ma non seria) a quota 8000 di Alessandro Mariani Situazione grave (ma non seria) a quota 8000

Situazione grave (ma non seria) a quota 8000

La scuola sulla pelle dei precari di Marco Bonsanto La scuola sulla pelle dei precari

La scuola sulla pelle dei precari

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole? di Marinella Mondaini "Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente di Gilberto Trombetta Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti di Michele Blanco Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti

Una necessità irrinunciabile: nuovi partiti socialisti

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti