Venezuela: Il linguaggio della solidarietà

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Venezuela: Il linguaggio della solidarietà

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di Marnoglia Hernández Groeneveledt*

 

Il linguaggio

 

Il Primo Dio del popolo guaraní  si erse nell’oscurità, illuminato dai riflessi del suo stesso cuore, e creò le fiamme e la nebbia sottile. Creò l’amore, e non aveva a chi darlo. Creò il linguaggio, ma non c’era nessuno che potesse ascoltare. Allora incaricò le divinità di costruire il mondo e di occuparsi del fuoco, della nebbia, della pioggia e del vento. E gli affidò la musica e le parole dell’inno sacro, affinché dessero vita a donne e uomini. Così l’amore si fece comunione, il linguaggio prese vita e il Primo Dio si salvò dalla sua solitudine. Lui accompagna gli uomini e le donne che camminano e cantano: siamo già in cammino su questa terra, siamo già in cammino su questa terra lucente.

Memorie del fuoco I Le Origini,  Eduardo Galeano 

 

Era l’arte delle Muse per i Greci, utile ad ammansire le fiere, secondo un detto popolare; per Beethoven era più grande della filosofia e della saggezza, e secondo Nietzsche la vita senza di essa sarebbe un errore; per il Maestro venezuelano José Antonio Abreu, è uno strumento per seminare valori positivi. Ed effettivamente la musica è un elemento che suscita sentimenti spezzando le barriere linguistiche e unendo popoli interi.

 

Molti studi sostengono che la musica ha poteri curativi: negli ospedali può contribuire alla guarigione dei pazienti; inoltre è d’aiuto nei processi cognitivi: è stato dimostrato che i bambini regolarmente applicati in attività musicali migliorano il loro rendimento scolastico. La musica è anche strumento di solidarietà, come l’esperienza venezuelana ha confermato.  

 

In Venezuela, infatti, il Sistema Nacional de Orchestre y Coros Giovanilees e Infantiles viene fondato nel 1975 dal Maestro Abreu con la finalità di utilizzare la musica come strumento di organizzazione sociale e di sviluppo umano.  È il modello pedagogico, artistico e sociale che il Venezuela ha deciso di esportare nel mondo intero, essendo considerato come un modello riferimento. Il Progetto Abreu è rappresentato dalla Fundación Musical Simón Bolívar, ente ascritto al Ministero del Potere Popolare dell’Ufficio di Presidenza e Osservazione dell’Azione di Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Questo progetto è dedicato in particolare a bambini e adolescenti provenienti da strati sociali di scarse risorse economiche per allontanarli dalla vita di strada. Questi bambini frequentano i corsi sei volte a settimana, fruiscono di lezioni di arte, di repertori di musica classica e popolare. Attualmente, circa mezzo milione di bambini è distribuito in 285 orchestre per la prima infanzia, 220 orchestre infantili, 180 orchestre giovanili, 30 orchestre professionali, 360 gruppi corali, 1355 gruppi corali associati e 20 laboratori di liuteria con 15.000 maestri. Inoltre, il Sistema dispone di programmi sociali come l’Orchestra Penitenziaria e il programma di Assistenza Ospedaliera, tra gli altri.

 

Il Venezuela ha esportato il suo programma in più di 35 Paesi che oggi, incoraggiati dai risultati del Sistema, si sono ispirati al suo programma di insegnamento musicale per adattarlo alle loro specifiche realtà. Il successo del progetto Abreu risiede nell’utilizzo della filosofia dell’orchestra e del coro come schema di società. I cori e le orchestre sono piccole comunità dove si inculcano i valori etici, spirituali ed estetici, e gli atteggiamenti positivi. I bambini, futuri musicisti, coltivano l’autostima e imparano a socializzare in un contesto di comunità, imparando necessariamente a lavorare in gruppo per raggiungere gli obiettivi e l’eccellenza. Si esercitano tolleranza e solidarietà, e una cultura di pace.

 

Il Venezuela ha cambiato il paradigma dell’insegnamento musicale: abitualmente i bambini dovevano studiare per diversi anni in un conservatorio per arrivare a poter scegliere di entrare in un’orchestra. Il Sistema Abreu ha dimostrato che i bambini a tre anni possono iniziare a fare pratica in un’orchestra, e in modo gratuito. Quando i bambini entrano a far parte dei nuclei della Fundación gli viene dato subito uno strumento e in quello stesso momento iniziano i loro corsi: invece con il metodo tradizionale i bambini vanno per tre anni a lezione di solfeggio ed educazione musicale prima di iniziare il loro primo strumento. Questo metodo rivoluzionario, apprezzato nel mondo intero, ha permesso ai bambini di realizzare un processo di apprendimento più agile e anche condivisibile fin dalla tenera età con altri bambini nell’esperienza collettiva dell’orchestra. Inoltre, grazie al metodo Abreu, si è smesso di etichettare la musica classica come elitaria, rendendo il piacere della musica da camera un piacere di tutti, senza distinzioni sociali.

 

Dall’arrivo della Rivoluzione Bolivariana tutte le espressioni culturali venezuelane hanno ricevuto grande sostegno dallo Stato venezuelano. Nel 2007 il presidente Hugo Chávez Frías istituisce la Misión Música, per consolidare il Sistema Nacional  de Orchestre y Coros Infantiles y Giovanilees del Venezuela con l’obiettivo di  incrementare il numero di studenti nel sistema; è del 2014 la fusione, voluta dal presidente Nicolás Maduro Moros, della Misión Música con altre missioni educative, per darle un maggior peso nell’ambito della formazione pedagogica.  Si auspica che nel 2019 il numero di immatricolazioni del Sistema arrivi al milione.  E se parliamo di numeri, il Venezuela possiede più orchestre infantili e giovanili di Austria e Germania messe insieme. Ma un dato ancora più sorprendente è che solo nel mese di febbraio 2015, nell’ambito del 40° Anniversario del Sistema, sono stati realizzati dagli studenti 600.000 concerti all’interno di aeroporti, mercati, ospedali, registri civili, case di cura, piazze, e nei mezzi pubblici, di tutto il territorio venezuelano.

 

Le orchestre della Fundación Musical Simón Bolívar sono diventate delle ambasciate della cultura del Venezuela nel mondo. L’esperienza venezuelana continua a ispirare centinaia di persone nell’utilizzo della musica come strumento per forgiare valori. Il popolo venezuelano vuole condividere la sua cultura di pace e di solidarietà con i popoli amici attraverso il potere immenso della musica, quello che riesce a rompere qualsiasi tipo di barriera e che diede vita ai primi uomini d’America.

 
Traduzione di Emilia Saggiomo

 

*Console aggiunto

Responsabile Cultura e Stampa

Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli

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