Via al piano anti spread della BCE

"Il piano di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce non avrà limiti quantitativi ex ante ed è coerente con il suo mandato", Mario Draghi

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Il piano di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce non avrà «limiti quantitativi ex ante ed è coerente con il mandato della Banca centrale europea». A dichiararlo il presidente della Bce, Mario Draghi, illustrando a Francoforte le modalità del nuovo programma di acquisto di bond. Tuttavia, ha aggiunto Draghi, l'impegno dei governi alle riforme e la realizzazione dei programmi concordati sono elementi «necessari» perché la Bce possa intervenire in modo appropriato. «Dobbiamo difendere l'integrità della politica monetaria dell'Eurozona», ha aggiunto: «Faremo tutto il necessario per l'euro, che è irreversibile». Si tratta di difendere - spiega sempre Draghi - «l'integrità» dell'euro: è il ragionamento-cardine, che permette alla Bce di far rientrare pienamente l'operazione nel suo mandato. Una scelta senza precedenti che il presidente della Bce difende citando l'articolo 18 dello statuto della banca centrale. Il voto sulle decisioni della Bce «non è stato unanime» e «c'è stato un voto in dissenso: sta a voi indovinare chi», ha detto Draghi.
Il Presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, «è contrario al piano di acquisti illimitati di titoli di Stato da parte della Bce». Non ha tardato ad arrivare la prevedibile precisazione della Banca centrale tedesca in una nota, per cui il piano «potrebbe far slittare le riforme» nei Paesi a rischio. Per il numero uno della Bundesbank il piano «è in pratica un finanziamento ai Paesi stampando banconote». La politica monetaria, prosegue il comunicato, «rischia di essere assoggettata a politiche di bilancio. Non deve essere permesso al piano di acquisti di titoli di mettere in pericolo la capacità della politica monetaria di salvaguardare la stabilità dei prezzi nell'eurozona». La Germania sembra comunque divisa sulla forte accelerazione della Bce. «La Bce agisce in modo indipendente, nel quadro del suo mandato», ha detto, secondo quanto riporta Bllomberg tv, la cancelliera tedesca Angela Merkel, al termine dell'incontro alla Moncloa con il premier spagnolo Mariano Rajoy. La Bce, ha detto la cancelliera parlando dopo l'intervento di Draghi, «agisce nel quadro della sua indipendenza e del suo statuto». Tuttavia, aggiunge, «tutte le misure che servono la stabilità monetaria, come quelle della Bce, non possono sostituire le azioni politiche». Anche se il partito cristiano-sociale Csu, al governo con la Merkel, ha criticato aspramente il piano Bce sull'acquisto dei bond. «Il finanziamento degli Stati stampando moneta è sbagliato e pericolosissimo», dice il segretario del partito bavarese, Alexander Dobrindt: «La Bce deve essere una banca della stabilità, non dell'inflazione».
Il «continuo peggioramento della situazione del lavoro» è «la maggiore preoccupazione» in una Europa in cui «116 milioni di persone sono a rischio di povertà». È scritto nel documento della Commissione europea per la conferenza "Jobs 4 Europe". Nel testo si denuncia che, oltre all'aumento della disoccupazione (arrivata all'11,2% nell'eurozona), «il lavoro è diventato anche più precario»: «Quasi il 94% dei lavori creati nel 2011 sono part-time e il 42,5% dei giovani ha contratti a tempo determinato». 

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