Zelensky a Madrid da Sanchez: accordo per produrre armi insieme alla Spagna
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il premier spagnolo Pedro Sanchez hanno siglato un accordo strategico per la produzione congiunta di armi, mentre un nuovo pacchetto di aiuti da un miliardo di euro porta il sostegno totale di Madrid a 4 miliardi. L'intesa arriva in un momento critico per Kiev in quanto in Donbass prosegue, conquistando sempre più terreno, l’offensiva russa
di Francesco Fustaneo
Se in Europa abbiamo ammirato Sanchez per la netta presa di posizione contro i diktat di Trump e per le posizioni di condanna a Israele, il premier spagnolo non si è invece particolarmente distinto in questi anni dagli altri governanti europei sulle dinamiche che stanno portando alla lunga e dolorosa prosecuzione del conflitto tra Ucraina e Russia. La Spagna, infatti con al governo il Partito Socialista in questi anni, ha partecipato attivamente al sostegno bellico a Kiev, anziché cercare di farsi promotrice di una risoluzione diplomatica del conflitto.
L’incontro tenutosi ieri a Madrid quindi è solo l’ultima tappa in ordine cronologico di un processo ben rodato di sostegno militare al regime di Zelensky.
Durante la visita lampo di quest’ultimo nella capitale spagnola, i due governi hanno infatti ratificato un accordo che va oltre il semplice invio di materiale, aprendo la strada a una produzione congiunta di armi.
L'incontro di alto livello, voluto da Zelensky per consolidare il sostegno di uno dei partner chiave nell'Unione Europea, si è concretizzato in un impegno finanziario e industriale sostanzioso.
Un miliardo per la difesa e la cooperazione industriale
Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato un nuovo stanziamento di 1 miliardo di euro per l'anno in corso, portando il totale degli aiuti militari spagnoli a Kiev a 4 miliardi di euro dall'inizio dell'invasione russa.
“Niente e nessuno ci farà dimenticare ciò che sta accadendo in Ucraina”, ha dichiarato Sanchez, ribadendo la linea di una risposta europea coordinata e duratura. Il premier ha sottolineato come la cooperazione industriale rappresenti una "nuova frontiera" capace di produrre benefici reciproci, integrando la tecnologia spagnola con la preziosa esperienza bellica ucraina.
Droni e missili "made in Spain" (con know-how ucraino)
Come spiega bene El País il cuore dell'accordo riguarda proprio il settore della difesa. L'obiettivo è coinvolgere aziende spagnole d'eccellenza come Sener ed Escribano per sviluppare e produrre congiuntamente: missili , droni e munizioni guidate.
Questa partnership mira a sopperire alla cronica carenza di sistemi di difesa aerea, in particolare i missili Patriot, di cui l'Ucraina ha un disperato bisogno per contrastare le offensive russe. L'idea è di unire le competenze industriali spagnole con la conoscenza diretta del campo di battaglia da parte ucraina per creare sistemi d'arma più efficaci e rapidamente impiegabili.
Non solo armi: anche i treni ucraini correranno verso l'Europa.
L’accordo tocca anche un aspetto logistico cruciale per l'integrazione dell'Ucraina con il resto del continente. L'azienda spagnola Tria Engineering realizzerà a Cordoba dei sistemi innovativi che permetteranno ai treni ucraini di cambiare automaticamente lo scartamento ferroviario (la distanza tra i binari).
Attualmente, la differenza di scartamento tra le linee ucraine (di derivazione sovietica) e quelle europee rappresenta un ostacolo significativo per i trasporti. Questa tecnologia faciliterà l'esportazione dei prodotti ucraini e l'importazione di aiuti, accelerando di fatto il percorso di integrazione del paese nell'Unione Europea.
La visita di Zelensky a Madrid si inserisce in un momento particolarmente teso sul fronte orientale. L'offensiva russa nel Donbass si è intensificata, con le truppe di Mosca che premono in diversi settori del fronte. La nuova iniezione di fondi e la prospettiva di una produzione industriale congiunta rappresentano dal punto di vista Kiev un tentativo di garantire un flusso costante di armamenti a lungo termine, riducendo la dipendenza dai singoli pacchetti di aiuti occidentali e compensando le difficoltà del momento sul campo di battaglia.

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